adottare un cane Fonte foto: Shutterstock
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Come siamo cambiati a causa della pandemia, secondo Google

Durante la pandemia sono cambiate profondamente le parole più cercate in Italia e in Europa: gli italiani hanno cercato in massa come adottare un cane.

Google, periodicamente, pubblica dei report su cosa cercano i suoi utenti e di solito sono report molto interessanti, perché fotografano le esigenze delle persone comuni, che hanno un bisogno o un problema e cercano su Google come risolverlo. Questi bisogni, a causa della pandemia, sono profondamente cambiati e Google ci dice anche come.

Secondo Google, infatti, molti dei nuovi comportamenti nati durante il primo lockdown si stanno adesso stabilizzando, consolidando e stanno diventando la nuova normalità. In altre parole: da alcuni di questi cambiamenti non torneremo più indietro, queste novità resteranno anche in futuro quando potremo tornare a vivere normalmente: “Esaminando migliaia di ricerche effettuate su Google in Europa, Medio Oriente e Africa, abbiamo raccolto dati interessanti sui nuovi modi di vivere, lavorare, giocare e fare acquisti“, spiega Big G con particolare riferimento alla macroregione geografica alla quale appartiene anche il nostro Paese. Ecco come sono cambiate le ricerche nell’ultimo anno.

Le parole più cercate durante la pandemia

Sembrerebbe che gli italiani, sin dall’inizio della pandemia, siano più propensi ad adottare un cane: la query di ricerca “adottare un cane“, infatti, nella maggior parte delle Regioni italiane è cresciuta notevolmente. A parte Sicilia e Puglia, nelle altre Regioni italiane questo tipo di ricerche è cresciuto maggiormente proprio da marzo 2020, cioè dal primo lockdown. secondo i dati di Coldiretti, tra l’altro, dopo la ricerca su Google gli italiani sono andati anche al sodo adottando 3,5 milioni di cani o gatti l’anno scorso.

Ma se gli italiani hanno cercato compagnia in un animale domestico, il resto degli europei ha cercato altre strade. In Spagna è cresciuto il trend di ricerca di “juegos para jugar con amigos“, cioè quelle sui giochi da fare in gruppo.

Nel Regno Unito, invece, i cittadini chiusi in casa hanno cercato conforto nei “cori virtuali“, cercando su Google “virtual choirs“, mentre i francesi hanno persino cercato le “regate virtuali“. Ancora nel Regno Unito, poi, sono schizzate le ricerche per “camminate nei boschi qui vicino" (“woodland walks near me“). Di nuovo in Spagna, invece, sono cresciute le ricerche per “palestra virtuale" (“gym virtual“).

Lo smart working e il delivery nelle ricerche Google

Ma il vero grande fenomeno, potenzialmente rivoluzionario anche per il futuro, emerso durante la pandemia è lo smart working, il lavoro agile da casa che ha interessato milioni di lavoratori in tutto il mondo. Lavoratori che hanno dovuto trasformare, almeno in parte la propria casa nel proprio ufficio.

Sono così cresciute le ricerche di “scrivania alta regolabile" (“höj och sänkbart skrivbord" in Svezia) e “sedia da ufficio comoda" (“fauteuil de bureau ergonomique" in Francia).

Il secondo grande fenomeno che ha caratterizzato la pandemia l’anno scorso, e ancora la caratterizza, è il food delivery, le consegne di cibo a casa. Google rivela una curiosa differenza nelle ricerche, in base ai giorni della settimana: “abbiamo notato un aumento imprevisto dell’interesse per i termini “negozi di alimentari" (“grocery stores") e “asporto" (“takeaways") nei giorni infrasettimanali, mentre per “consegna a domicilio" (“delivery") e “codici sconto" (“discount codes") abbiamo riscontrato un interesse maggiore durante i fine settimana“.

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