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Google rivoluziona Trova il mio dispositivo

Google lancia la nuova versione di Trova il mio dispositivo, con nuove funzionalità per aiutare gli utenti a tracciare il proprio dispositivo

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Trova il mio dispositivo Fonte foto: Mojahid Mottakin / Shutterstock.com

Google ha avviato il rilascio della nuova versione di Trova il mio dispositivo (in inglese Find my device) che sarà accessibile agli utenti Android in tutto il mondo. Il rollout parte, come da tradizione per la maggior parte dei servizi Google, dal Nord America, ma arriverà a breve anche in Europa, e andrà a coinvolgere miliardi di dispositivi Android.

Il sistema permette il tracciamento e la localizzazione di dispositivi Android oltre che di vari accessori e tracker (i dispositivi supportati sono contrassegnati dal badge Works with Android). La rilevazione della posizione avviene nel pieno rispetto della privacy degli utenti, anche grazie alla crittografia end to end dei dati. Il lancio della nuova rete di Trova il mio dispositivo era stato annunciato in occasione di Google I/O 2023.

Come utilizzare Trova il mio dispositivo

La rete di Trova il mio dispositivo può essere utilizzata in vari modi. Il rilevamento della posizione di uno smartphone o un altro dispositivo compatibile rappresenta, sicuramente, la funzionalità principale. Il sistema è in grado di rilevare la posizione di uno smartphone anche quando questo è offline.

Su alcuni dispositivi, come i Pixel 8 di Google, c’è la possibilità di sfruttare la rilevazione della posizione anche quando il dispositivo è spento. A partire dal mese di maggio, inoltre, la rete sarà utilizzabile anche con tracker Bluetooth di aziende partner (Google cita alcuni partner come Chipolo, Pebblebee, Jio e Motorola ma l’elenco aumenterà) per rilevare la posizione di oggetti di vario tipo (bagagli, chiavi etc.) sfruttando Trova il mio dispositivo.

I tracker compatibili con la rete di Google supportano il sistema di rilevamento dei tracker sconosciuti di Android ed iOS che consente di evitare il tracciamento di un proprio dispositivo da parte di un soggetto terzo come, ad esempio, uno stalker che potrebbe inserire un tracker nella borsa di una donna per tracciarne la posizione a sua insaputa. Il sistema si basa su uno standard Bluetooth condiviso pensato per proteggere gli utenti.

Il tracciamento permette sia di rilevare la posizione sulla mappa che di utilizzare la funzione Trova nelle vicinanze per, ad esempio, individuare la posizione di un mazzo di chiavi, a cui è abbinato un tracker Bluetooth, in casa. Integrandosi con Google Nest, inoltre, il sistema può identificare in autonomia la posizione approssimativa di un oggetto tracciato in casa. C’è poi la possibilità di condividere il tracciamento di un dispositivo con altri utenti (amici, familiari, colleghi).

Come accedere a Trova il mio dispositivo

Per usare Trova il mio dispositivo è possibile scaricare l‘app del servizio sul proprio smartphone o tablet Android, direttamente dal Google Play Store. In alternativa, è disponibile anche una web app (google.com/android/find/) a cui accedere effettuando l’accesso con il proprio account Google.

Il servizio permette di tracciare la posizione di tutti i dispositivi collegati all’account Google, rilevandone la posizione, bloccandoli oppure ripristinando le impostazioni di fabbrica da remoto per evitare accessi non autorizzati ai propri dati.

È anche possibile avviare la riproduzione dell’audio da remoto che permette di semplificare l’individuazione della posizione esatta. L’app Trova il mio dispositivo è compatibile con i dispositivi Android a partire dalla versione 6.0 ma per entrare a far parte della rete serve avere Android 9.0 o versioni successive.

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