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SCIENZA

Un pericoloso batterio è stato rivelato in mare: dove si è diffuso e quali sono i rischi?

Cresce la preoccupazione per la repentina diffusione in mare di un batterio mangiacarne, che può avere gravi conseguenze: ecco quali sono le aree in cui lo si può incontrare.

Siamo portati a pensare che il pericolo più grande, in mare, possa essere l’incontro “fortuito” con uno squalo, ma c’è una minaccia infinitamente più piccola – sebbene altrettanto grave – da cui dovremmo guardarci. Si tratta di un batterio che si sta rapidamente facendo largo in zone dove, fino a pochi anni fa, era totalmente sconosciuto. Ed è davvero molto pericoloso, soprattutto in un ambiente nuovo. Ecco dove lo si può trovare e a cosa dobbiamo fare attenzione.

Vibrio vulnificus: cos’è e dove si è diffuso

Negli USA è stato lanciato l’allarme: il batterio Vibrio vulnificus sta risalendo velocemente la costa orientale del Paese, arrivando là dove non era mai giunto prima. Stiamo parlando di un batterio “mangiacarne”, ovvero in grado di infettare l’uomo e provocare necrosi dei tessuti. Questo microrganismo prolifera in mare, nelle zone in cui l’acqua è più calda, dal momento che ha bisogno di temperature piuttosto elevate per diventare virulento. È dunque presente da sempre lungo la fascia costiera dell’America centrale, ma a quanto pare sta diventando un problema anche per località molto più a nord.

Quest’anno, il Vibrio ha provocato numerose infezioni nel Golfo del Messico, per poi risalire sino alla baia di Chesapeake e arrivare – seppure al momento solo con pochissimi casi all’attivo – nel New England. I biologi sono preoccupati per questa rapida diffusione: “Il nostro modello prevedeva che quest’area sarebbe stata coinvolta dalle infezioni entro la metà del secolo. È stato sorprendente che il batterio sia arrivato così presto” – ha affermato Elizabeth Archer, scienziata dell’University of East Anglia, che ha studiato a fondo il problema, per ipotizzare ciò che potrebbe accadere in futuro.

L’indagine ha portato alla luce dettagli inquietanti: i casi di infezione da Vibrio vulnificus sono aumentati di otto volte tra il 1988 e il 2018, e ogni anno si verificano circa 50 km più a nord. L’espansione dell’areale di questo batterio si spiega con il riscaldamento degli oceani, diretta conseguenza dei cambiamenti climatici. Mai come quest’anno le acque sono state così calde, con temperature che ovunque, a sud di Cape Cod, ha raggiunto (e superato) i 20°C. Ed è proprio in questo momento che il microrganismo diventa più contagioso.

Perché il batterio è così pericoloso

Quali sono i rischi che corriamo a causa del Vibrio? Come abbiamo visto, questo batterio è in grado di scatenare una grave infezione che, se non curata tempestivamente, può condurre alla necrosi e quindi all’amputazione, mentre nei casi più seri può sopraggiungere la sepsi e la morte. Una delle cause di contagio è il consumo di molluschi crudi, i quali possono essere a loro volta infetti: tuttavia, l’industria alimentare effettua stringenti controlli affinché questo rischio sia azzerato – o almeno ridotto al minimo.

Decisamente più pericoloso è il contatto diretto con il microrganismo, che può avvenire in casi eccezionali durante gli uragani, o molto più facilmente facendo un bagno al mare. Basta avere una piccola ferita – un taglietto dovuto ad una conchiglia o il foro di un piercing fatto da poco – per permettere al Vibrio di entrare nell’organismo e creare gravissimi problemi. È dunque fondamentale divulgare qualche semplice consiglio per prevenire il peggio: chiunque sia entrato in contatto con l’acqua salata e presenti segni di infezione deve immediatamente recarsi da un medico, per iniziare tempestivamente una terapia antibiotica.

Abbiamo parlato degli Stati Uniti e della preoccupazione crescente per il Vibrio. E in Italia? Casi sporadici si sono verificati anche da noi, ma attualmente non è un problema particolarmente sentito. Tuttavia, il riscaldamento globale potrebbe far sì che le acque del Mediterraneo diventino sempre più calde di anno in anno, e ciò aumenta il rischio che il batterio si diffonda davvero anche lungo le coste italiane.

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