google pixel 5 Fonte foto: quangmooo / Shutterstock
ANDROID

Quanto sarà potente il nuovo Google Pixel 6

Quest'anno sono attesi due super-smartphone di Google, Pixel 6 e Pixel 6 Pro. Quest'ultimo avrà un chip fatto in casa e una dotazione tecnica di prim'ordine.

Mini-rivoluzione anche quest’anno in casa Google, con i Pixel 6 che torneranno a fare la voce grossa nella fascia al top del mercato. Nel suo pluriennale zigzag, nel 2021 la grande G farà di nuovo tappa nell’Olimpo con i Google Pixel 6, dopo la breve esperienza con il Google Pixel 5 del 2020 nella fascia medio alta del mercato.

Lo smartphone attuale di Google infatti utilizza come base tecnica il SoC Snapdragon 765G di Qualcomm, ossia quello che nella passata generazione dei processori del leader a stelle e strisce stava al vertice della fascia inferiore di quella del SoC più potente a listino, lo Snapdragon 865. Quest’anno Google ha deciso di tornare sui propri passi, in maniera forse ancor più clamorosa che al solito: a Mountain View hanno preferito un approccio “alla Apple, progettando cioè in casa il SoC che finirà proprio su Google Pixel 6 Pro, uno dei due nuovi Pixel che arriveranno entro fine anno.

Il cuore tutto nuovo di Google Pixel 6 Pro

Le indiscrezioni si concentrano tutte sul cuore inedito di Google Pixel 6 Pro, e concordano sul fatto che sarà progettato in casa. Il chip è conosciuto da tempo con il nome in codice Whitechapel e sarà il primo che l’azienda sviluppa in autonomia, finendo così a segnare l’inizio di una nuova era.

Whitechapel sarà realizzato con ogni probabilità con un processo produttivo a 5 nanometri, pareggiando così il valore dei SoC più validi del 2021, Snapdragon 888 di Qualcomm ed Exynos 2100 di Samsung su tutti. Tuttavia sul piano prestazionale le indiscrezioni indicano che il nuovo chip made by Google sarà su un livello appena inferiore.

Si dice infatti che il chip di Google Pixel 6 Pro abbia prestazioni simili allo Snapdragon 870 di Qualcomm, un chip che rappresenta l’evoluzione dello Snapdragon 865, il “top" dello scorso anno. Quindi in termini assoluti le prestazioni di Whitechapel dovrebbero essere appena inferiori a quelle dei SoC migliori del 2021, ma relativamente al mercato saremmo comunque su livelli altissimi, senza contare il grande passo in avanti sul piano prestazionale rispetto allo Snapdragon 765G di Google Pixel 5 e senza dimenticare una cosa in cui Google eccelle: l’ottimizzazione software dei suoi dispositivi.

Google evidentemente non punta a pareggiare le prestazioni di Snapdragon 888 ed Exynos 2100, almeno non alla sua prima esperienza nel mondo dei chip. Mira ad avere una piattaforma altamente potente e soprattutto con grandi capacità in termini di intelligenza artificiale ed elaborazione grafica.

I dettagli su Google Pixel 6 Pro

Con un chip a muovere le fila molto potente come quello che si prospetta, e che di certo è costato a Google un investimento non indifferente in termini di ricerca e sviluppo, Google Pixel 6 Pro non sarà tra gli smartphone Android a buon mercato. Alcuni ipotizzano che potrebbe sfiorare la soglia dei 1.000 dollari, e allo stato attuale è difficile dissentire.

Il quadro tecnico di Google Pixel 6 Pro si prospetta infatti di alto livello su ogni ambito. Il display dovrebbe essere da 6,67 pollici con risoluzione QHD+ e frequenza d’aggiornamento a 120 Hz, sono attese tre fotocamere con una principale Sony da 50 megapixel e con un sensore molto grande, un teleobiettivo a periscopio con zoom ottico 5x e una ultrawide a completare la dotazione, mentre la batteria è attesa da 5.000 mAh.

Google Pixel 6 e Google Pixel 6 Pro sono attesi ad ottobre, ma non è escluso che la carenza di componenti elettronici che affligge da mesi l’intera industria possa far slittare la pratica a novembre.

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