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È rarissimo avvistarla, ma ci sono tracce della sua presenza in un mare italiano Fonte foto: 123RF
SCIENZA

È rarissimo avvistarla, ma ci sono tracce della sua presenza in un mare italiano

Sono animali molto carini, ma anche a rischio estinzione: nel nostro Paese è molto raro trovarle, perché il loro habitat naturale si sta erodendo

Tra gli animali più carini a cui possiamo pensare, le lontre sono in realtà una specie in via di estinzione: ne rimangono pochi esemplari in libertà, e il loro habitat si sta erodendo. Sono originarie delle coste settentrionali dell’Oceano Pacifico, ed è molto raro vederle altrove.

Tutti questi fattori combinati spiegano la meraviglia di aver individuato un esemplare di lontra proprio in Italia: a Castellabbate, in provincia di Salerno.

La lontra in Cilento

Siamo in Sud Italia, in Campania: Castellabbate, come spesso succede ai paesi della costa, è diviso a metà. C’è la città in cima alle colline, e poi c’è la frazione a mare, che in questo caso si chiama Santa Maria di Castellabate. Proprio qui, sugli scogli dove i turisti prendono il sole, alcune persone hanno visto un raro esemplare di lontra, che si è subito rituffata in mare.

Quella zona è un’Area Marina Protetta, che sono paradisi naturali di biodiversità e rispetto della natura, preservati e conservati con alcune leggi nazionali. Non è la prima volta che una specie a rischio estinzione ricompare nei mari italiani: recentemente è successo con lui.

Una specie a rischio

In passato la lontra era molto più comune in Italia: nel tempo è però sparita, e oggi se ne trovano pochi esemplari in natura, e qualcuno nei parchi faunistici.

Non sono solo gli animali carini che vediamo nuotare di schiena, stringendo un giocattolo, del cibo o un cucciolo: le lontre sono anche predatori agili e schivi. Fanno parte della famiglia dei mustelidi, e si sono evoluti per essere ben equipaggiati nel nuoto e nelle immersioni. Ce ne sono di varie specie: c’è la lontra marina, o Etnhydra lutris, che è un po’ più grande e vive lungo le coste ricche di alghe del Pacifico settentrionale, c’è la lontra europea o Lutra lutra che, come dice il nome, può essere trovata anche dalle nostre parti e che vive in fiumi e laghi, e poi c’è la lontra gigante, o Pteronura brasiliensis, che raggiunge quasi i due metri di lunghezza.

L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) redige una lista rossa delle specie a rischio, completa e molto attendibile. Secondo questa fonte, la lontra è tra le specie endangered, o "a rischio": esistono solo tre classificazioni peggiori, che sono "in pericolo critico", "estinta in natura" (vuol dire che ne esistono solo in cattività o in ambienti protetti) o "estinta". Un altro animale molto carino ma a rischio estinzione è il koala australiano.

L’IUCN spiega anche che le maggiori minacce alla sopravvivenza della specie vengono dall’inquinamento delle acque in cui vivono. Gioca un ruolo anche la diminuzione della fauna di cui si nutrono, quindi soprattutto di pesci. Spesso le lontre vengono investite dagli automobilisti o uccise volontariamente dai pescatori che le ritrovano vicino ai loro allevamenti ittici. Anche la cementificazione degli argini marini ha contribuito alla rapida diminuzione della specie. Negli anni passati era cacciata anche per la sua pelliccia: ma è un fenomeno che negli anni è andato a diminuire, fino quasi a scomparire.

Il WWF spiega che la lontra è un animale solitario, che ha contatti intensivi con altri esemplari solo durante il periodo della riproduzione. È anche molto legato al proprio pezzetto di territorio, che lascia solo in circostanze eccezionali. Essendo mammiferi non depongono uova ma partoriscono i proprio cuccioli, da uno a tre alla volta.

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