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Ritrovata la Pinna Nobilis nel mare italiano Fonte foto: iStock
SCIENZA

Sorpresa nel mare italiano spunta lui. Si credeva a rischio estinzione

La Pinna Nobilis non si è ancora estinta, nonostante il rischio sia concreto: il mare italiano ha "restituito" con estremo piacere alcuni esemplari in salute

"Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?" I volontari che si sono imbattuti in un mollusco particolare nel mare italiano avrebbero potuto usare senza problemi il verso della canzone di Lucio Battisti, visto che si è parlato a lungo di questo esemplare come di una specie a rischio di estinzione. Il Mediterraneo, invece, ha riservato una sorpresa più che piacevole.

Di recente le nostre acque sono state caratterizzate dalla presenza di un animale rarissimo,  ma questa volta non si tratta di un mammifero. Stiamo parlando infatti della Pinna Nobilis, il mollusco bivalve dalle dimensioni più grandi di questo mare, tornato prepotentemente alla ribalta grazie alla scoperta fatta nel Mar Piccolo di Taranto.

La sensazionale scoperta nel mare italiano è stata possibile grazie ai volontari dell’associazione "Mare per Sempre" e agli ufficiali della Capitaneria di Porto. La Pinna Nobilis viene considerata una specie a dir poco affascinante, peccato che il suo stato di conservazione sia uno dei più delicati in assoluto. L’estinzione sembra dietro l’angolo per questo mollusco, il quale deve combattere ogni giorno con minacce di ogni tipo. La pesca eccessiva e gli habitat sempre più degradati non sono affatto d’aiuto, per non parlare dei cambiamenti climatici che stanno stravolgendo il pianeta, come ben testimoniato dalle temperature eccessive dei nostri mari.

L’infezione che ha complicato tutto

Il declino del mollusco ritrovato nel mare italiano è cominciato in Spagna, sempre lungo le coste del Mediterraneo: il tasso di mortalità della Pinna Nobilis è passato da un già preoccupante 80% fino a un devastante 100%, tanto da coinvolgere sempre più acque. Il mare di Taranto non è stato da meno, come evidenziato in un rapporto ufficiale già nel 2018. Proprio qui gli esemplari erano numerosi, oltre che conosciuti con altri nomi particolari come "nacchere" o "sture". A rendere la loro esistenza ancora più complicata ci ha pensato l’infezione di alcuni batteri, segno che la sopravvivenza della specie è davvero difficile.

La ripresa è possibile

Ora che il mare italiano ha mostrato come ci siano ancora dei molluschi vivi e in salute, gli esperti non stanno nella pelle e sperano in un aumento progressivo della popolazione con progetti ad hoc. La ripresa della Pinna Nobilis non è affatto impossibile, partendo dal presupposto che si conoscono alla perfezione i fattori che l’hanno portata vicina all’estinzione. La sua conchiglia si riconosce molto facilmente, tanto da rendere l’esemplare simile a una nacchera come si è già avuto modo di dire. La lunghezza può arrivare fino a un metro, inoltre è stato sfruttato negli anni per un motivo singolare.

Nelle scorse settimane è stato scoperto un nuovo e pericoloso inquinante dell’oceano, a testimonianza del fatto che nessun’acqua è al sicuro. Il mollusco ritrovato in Puglia assorbe tanti agenti patogeni ed elementi inquinanti, di conseguenza è stato utile agli esperti per capire quanto fosse sporco il mare, persino dal punto di vista nucleare. Tra l’altro, la Pinna Nobilis produce alcuni filamenti per ancorarsi ai fondali marini: si tratta di materiale che viene impiegato per il cosiddetto bisso marino, una fibra tessile molto in voga in passato per la realizzazione di tessuti preziosi, molto probabilmente usati persino da Cleopatra.

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