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Scoperti due nuovi Pianeti: sono simili alla Terra

Cercando la vita nello spazio, gli scienziati si sono imbattuti in due nuovi Pianeti molto promettenti: somigliano alla Terra e potrebbero essere abitabili.

Siamo soli nell’Universo? Questa è una domanda che ha sempre ossessionato gli scienziati, e da quando ne abbiamo le possibilità la ricerca di altre forme di vita nello spazio è diventato un obiettivo primario. Di recente abbiamo avuto risultati decisamente molto interessanti: nei giorni scorsi, sono stati individuati due Pianeti molto simili alla Terra, che potrebbero essere abitabili. Ecco che cosa sappiamo.

Due nuovi Pianeti simili alla Terra: dove si trovano

Un team di scienziati guidato dai ricercatori dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie (IAC) ha individuato due nuovi Pianeti che presentano caratteristiche molto simili alla Terra. La scoperta è avvenuta grazie all’ausilio di due strumenti molto importanti: l’ESPRESSO, uno spettrografo ad alta risoluzione installato presso il Very Large Telescope in Cile, che rileva i mondi gemelli al nostro Pianeta nelle fasce abitabili delle altre stelle, e il CARMENES, un doppio spettrografo a fibra ottica situato presso l’osservatorio di Calar Alto, che ha l’obiettivo di analizzare piccoli Pianeti in un’ampia gamma di oltre 300 stelle.

I ricercatori si sono concentrati su una stella nana rossa chiamata GJ 1002, che si trova ad appena 16 anni luce dal nostro Sistema Solare (una distanza irrisoria, astronomicamente parlando). "Si tratta di una stella con appena un ottavo della massa del Sole. È piuttosto fredda e debole, ciò significa che la sua zona di abitabilità è molto vicina alla stella" – ha affermato l’astrofisica Vera Maria Passenger. La zona abitabile indica quella fascia in cui le condizioni di temperatura e di pressione permettono ipoteticamente la presenza di acqua allo stato liquido in superficie, e che quindi potrebbero sostenere la vita.

All’interno di questa fascia, gli scienziati hanno scoperto due Pianeti che somigliano alla Terra. GJ 1002b è il più vicino alla sua stella, e impiega poco più di 10 giorni per completare un’orbita; GJ 1002c è poco più lontano e ha un’orbita di circa 21 giorni. Essendo molto vicini tra loro, per gli astronomi sarà più facile studiarli: potranno infatti compiere osservazioni più dettagliate al fine di valutare le loro atmosfere, basandosi sulla riflessione della luce o sull’emissione di calore. E forse i due Pianeti potrebbero diventare bersaglio di una futura missione esplorativa.

Come procede la ricerca di forme di vita nello spazio

Questa scoperta è particolarmente importante, ma non certo unica nel suo genere. Solo qualche giorno fa gli scienziati hanno individuato altri due Pianeti con caratteristiche simili al nostro (purtroppo in questo caso molto lontani da noi), e ce ne sono altri che promettono davvero bene. "La natura sembra determinata a mostrarci che i Pianeti di tipo terrestre sono molto comuni. Con questi due, ne conosciamo già sette in sistemi planetari molto vicini al Sole" – ha dichiarato Alejandro Suárez Mascareño, uno degli autori dello studio condotto dall’istituto spagnolo, pubblicato di recente sulla prestigiosa rivista Astronomy & Astrophysics.

Fino ad oggi, gli esperti hanno osservato circa 5.000 Pianeti, alla ricerca di mondi che possano ospitare forme di vita nell’Universo. Grazie a tecnologie sempre più avanzate e a migliori algoritmi di elaborazione dei dati, siamo in grado oggi di individuare corpi celesti più piccoli e più lontani della Terra. Forse ci stiamo addirittura avvicinando alla possibilità di scoprire la firma chimica della vita su questi Pianeti così distanti anni luce da noi.

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