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Da sottoterra un ritrovamento inaspettato: la scoperta tutta italiana

Nel corso degli scavi per la costruzione di una nuova autostrada, è emerso qualcosa di sorprendente: ecco la bellissima scoperta tutta italiana.

L’Italia è stata la culla di una civiltà sorprendente, che ha lasciato tantissime testimonianze sul nostro territorio. Alcune di esse sono ancora tutte da scoprire, e ogni volta che qualcosa riemerge dal passato è meraviglioso. Proprio come accaduto di recente nella Valtrompia, dove si sta lavorando per la costruzione di una nuova autostrada: durante gli scavi, nello specifico, è stato trovato un antico acquedotto romano.

L’acquedotto romano trovato a Lumezzane

Tante sono le scoperte avvenute di recente nel nostro Paese, e a queste si aggiunge l’antico acquedotto romano rinvenuto a Lumezzane, nel cuore della Valtrompia. Qui gli operai stavano scavando per la realizzazione di un raccordo autostradale, quando hanno trovato l’imponente struttura ancora perfettamente conservata, in attesa di tornare alla luce dopo secoli trascorsi sotto terra. Secondo gli esperti si tratta infatti di una costruzione risalente all’età imperiale romana, e più precisamente attorno al I secolo d.C., ed è una delle più suggestive testimonianze archeologiche finora rinvenute in tutta la regione. L’acquedotto, in ottimo stato di conservazione, ha una lunghezza di circa 20 km: collega Lumezzane alla città di Brescia, e in antichità serviva a rifornire di acqua le domus presenti sul territorio.

Rimasto per tanti secoli nascosto ai nostri occhi, nelle profondità del sottosuolo, è un’opera ingegneristica di gran pregio che ancora una volta ci rivela l’incredibile sforzo e la perizia tecnica degli antichi romani. In realtà, una prima porzione del sistema idrico della Valtrompia era già emersa negli anni passati, durante i lavori per la costruzione di un collettore fognario. Dunque gli esperti erano già a conoscenza di questa importante opera, e nell’organizzare gli scavi per il raccordo autostradale avevano preso in considerazione la possibilità di rinvenire altri segmenti dell’acquedotto romano. Ora il patrimonio archeologico del nostro Paese si arricchisce di questo capolavoro.

I lavori per proteggere l’acquedotto romano

I preziosi reperti archeologici che riemergono dal sottosuolo hanno un grandissimo valore. Per questo è importante tutelarli: nel caso dell’acquedotto romano trovato nella Valtrompia, si tratta di un’impresa complicata che richiede la massima collaborazione di tutte le parti coinvolte. La missione è molto delicata, perché prevede lo spostamento temporaneo della struttura idrica così da permettere di completare i lavori autostradali. "È un’opera assolutamente da salvaguardare. Pur non trattandosi di un acquedotto imponente ad arcate, è molto significativo perché è ben conservato" – ha spiegato Luca Rinaldi, architetto e direttore della Soprintendenza Archeologia – "Si tratta di contemperare due esigenze: permettere i lavori per la realizzazione della nuova bretella e salvaguardare l’evidenza archeologica più importante di tutta la Valtrompia, che attraversa l’intera valle da Lumezzane a Brescia".

Lo spostamento della costruzione romana non è in realtà fondamentale, ma è volto ad azzerare i rischi collegati alle sollecitazioni e alle vibrazioni inevitabili durante i lavori di realizzazione dell’autostrada. Così, questa titanica impresa ha già avuto inizio: i tecnici stanno smontando l’acquedotto pezzo per pezzo, in segmenti di circa 2 metri di lunghezza, per poi trasferirlo poco distante, in un luogo dove possa essere al sicuro. Al termine del cantiere riguardante il raccordo autostradale, l’opera archeologica verrà nuovamente "ricucita" nella sua posizione originaria. E lì rimarrà a cielo aperto, finalmente fruibile da chiunque passi lungo la strada.

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