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SCIENZA

Ti capita di svegliarti con una canzone in testa? Non è un buon segno

Vivere con la propria colonna sonora sempre "on air" sembra quasi un sogno, ma secondo gli scienziati potrebbe nascondere degli effetti non proprio piacevoli

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Earworm: la scienza dei tormentoni Fonte foto: 123RF - antoniodiaz

Gli scienziati lo chiamano INMI, che sta per “immagine musicale involontaria”, ma il fenomeno è più noto con il nome inglese di earworm: è quello che succede quando ci si sveglia con un motivetto in testa e si passa l’intera giornata a canticchiarlo, senza alcuna speranza di liberarsene.

La maggior parte delle volte le musichette spontanee non danno alcun fastidio a chi le “ascolta”, ma a quanto pare l’inconsapevole abitudine di canticchiare mentalmente un tormentone può avere degli effetti sulla qualità della vita, e non sempre sono positivi.

Il tormentone in testa

Secondo uno studio finlandese del 2014, oltre il 90% delle persone sperimenta il fenomeno dell’earworm almeno una volta alla settimana. È quello che succede quando un motivetto, o più spesso una piccola parte di esso, ci entra in testa per vie sconosciute e inizia a ripetersi “in loop” nel nostro cervello, a volte per intere giornate.

Rientra, secondo gli scienziati, nel flusso dei pensieri spontanei e non controllabili che la nostra mente naturalmente produce: secondo Williamson e Liikkanen, questo tipo di attività non cosciente rappresenta circa il 40% dei pensieri che facciamo durante il giorno.

La nostra mente, insomma, è abituata a vagare tra memorie e ricordi anche quando non lo facciamo volontariamente, e succede con le immagini dell’infanzia ma anche con i motivetti cui siamo esposti più di frequente, o che hanno caratteristiche particolari.

Un gruppo di esperti dell’Università Goldsmith di Londra ha analizzato il fenomeno e ha concluso che le canzoni che hanno più probabilità di restarci in testa sono quelle con note più lunghe e vicine tra loro, come Waterloo degli ABBA.

Alcune persone confessano di usare altra musica per liberarsi del tormentone: secondo i finlandesi un ottimo rimedio per scacciare un motivetto indesiderato è acoltare Kashmir dei Led Zeppelin, mentre i partecipanti a una survey inglese hanno indicato come “cura perfetta” per l’earworm l’ascolto di God Save the Queen. La maggior parte delle persone intervistate, comunque, dichiara di accettare di buon grado le trasmissioni della propria radio mentale, e non considera l’earworm come un fastidio.

La memoria che disturba il sonno

Vivere con la propria colonna sonora sempre on air può essere un sogno per alcuni, ma l’essere esposti a earworm frequenti può influire sulla qualità del sonno: è quanto sostenuto da una ricerca della Baylor University pubblicata nel 2021.

Il neuroscienziato Michael K. Scullin e il suo team hanno analizzato 199 persone in un corposo esperimento musicale, e hanno concluso che “il nostro cervello continua a processare musica anche quando nessuno suona, e anche mentre dormiamo”.

I volontari sono stati sottoposti a diversi tormentoni durante la giornata, e poi ne è stato analizzato il sonno. Le persone in cui l’earworm è riuscito a insinuarsi hanno mostrato difficoltà nell’addormentarsi e un sonno particolarmente disturbato, caratterizzato in media da frequenti risvegli.

Già lo studio finlandese citato sottolineava come il fenomeno dell’earworm colpisca di più le persone che sono maggiormente esposte ad ambienti musicali: non soltanto i musicisti o chi ascolta molti dischi, ma anche chi lavora in negozi e locali con un sottofondo musicale particolarmente invadente o ripetitivo (vedi i jingle di diverse catene di negozi e ristoranti).

Se altri studi avevano quindi consigliato di ascoltare musica prima di andare a letto, in particolare a chi soffre d’insonnia, le ultime notizie scientifiche in materia di tormentoni non sono così allettanti, per chi ama addormentarsi con la musica in cuffia. Ascoltare musica appena prima di andare a dormire potrebbe essere annoverata tra le cattive abitudini della sera.

Ciò perché il nostro cervello continuerà a “suonare” durante la notte, attivando spontaneamente processi di memoria che possono disturbare il sonno, arrivando addirittura a interromperlo: ci si può svegliare improvvisamente non soltanto con un motivetto in testa, ma a causa sua – che ce ne accorgiamo o meno. Quando ci capita di alzarci dal letto con una canzone in testa, è possibile che questa abbia risuonato nella nostra testa anche nel sonno.

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