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Twitter "spegne" i client di terze parti

Addio ai client utilizzati da molti utenti come Twitterrific, e Hootsuite, ma senza un reale giustificato motivo

Twitter ha recentemente annunciato che sta chiudendo i client di terze parti che utilizzano le sue API. Nello specifico Twitter, dall’oggi al domani, ha aggiunto una clausola nel contratto che stipula con gli sviluppatori che vieta a questi di creare applicazioni che in qualche modo siano simili all’originale. La clausola inserita cita testualmente: "Non utilizzerai o tenterai (e non consentirai ad altri) di utilizzare o accedere ai materiali concessi in licenza per creare o tentare di creare un servizio o un prodotto sostitutivo o simile alle Applicazioni Twitter". Per app come Hootsuite o Twitterrific è la fine?

Client bannati dall’oggi al domani

Da tempo Twitter aveva inserito una clausola che scoraggiava realizzazione di client di terze parti ma nella stessa non si parlava del divieto assoluto di crearli. Ma un conto è scoraggiare, un conto è vietare, perché non dimentichiamoci che gli sviluppatori per poter utilizzare le API, e per accedere ai dati degli utenti tramite le proprie app, sborsano fior di dollari. E nel 2021 la stessa clausola è stata oltretutto rimossa.

Ora con una mossa a sorpresa, Twitter ha annunciato sul suo account dedicato agli sviluppatori che le nuove regole potrebbero "comportare il mancato funzionamento di alcune app". Detto, fatto.

I client di terze parti, come Twitterrific e Fenix, permettono agli utenti di utilizzare Twitter in modo più avanzato, ad esempio programmando l’invio di una serie di tweet ad una determinata ora. Di punto in bianco, senza alcun preavviso, questi e molti altri client hanno smesso di funzionare facendo impazzire sviluppatori e utenti che non hanno saputo i motivi di tale interruzione per diversi giorni.

Infatti come si legge nel blog di Iconfactory, l’azienda che ha sviluppato Twitterrific "non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione chiara sul motivo per cui Twitter ha disattivato Twitterrific il 13 gennaio. Abbiamo rispettato le loro regole API, come pubblicate, negli ultimi 16 anni. Non sappiamo se queste regole siano cambiate di recente o quali potrebbero essere tali modifiche".

Musk vuole guadagnare il più possibile

Molti si stanno chiedendo perché Twitter abbia compiuto un’azione simile, e così alle spalle degli sviluppatori. Le voci più accreditate indicano in Elon Musk l’artefice di tale taglio drastico ai danni degli sviluppatori. Non è un caso che da quando è arrivato alla guida di Twitter, Musk ha iniziato un’opera di repulisti, iniziando proprio dagli stessi dipendenti di Twitter.

A questo è seguito il nuovo abbonamento a pagamento a Twitter Blue; in pratica, tutti metodi che in qualche modo hanno come unico fine quello di portare soldi (e velocemente) nelle casse di Twitter che, ancora oggi, opera in forte perdita e non è più sostenibile.

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