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SCIENZA

Vogliono davvero creare delle piccole città sulla Luna: l'impresa epica

La costruzione di piccole e avveniristiche città sulla Luna non sembra più avere ostacoli, come confermato dalle ultime ricerche scientifiche

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L'impresa delle città sulla Luna Fonte foto: NASA

Costruire delle città sulla Luna: se n’è parlato tanto in passato, i registi lo hanno immaginato in ogni modo possibile nei loro film e forse i tempi sono maturi per concretizzare questo progetto un tempo considerato troppo avveniristico. Un gruppo di ricercatori che fa parte della Open University di Milton Keynes (Regno Unito) è impegnato come non mai proprio su questo fronte.

In particolare, gli esperti in questione vogliono scoprire nuovi metodi per l’estrazione dell’acqua dalle rocce presenti sul nostro satellite, in modo che poi possa essere sfruttata per una presenza umana sempre più nutrita. A spiegare il progetto nei suoi dettagli più interessanti è stato il professor Mahesh Anand che fa appunto parte dell’ateneo inglese.

Come saranno le città sulla Luna

Più che vere e proprie città sulla Luna, si sta pensando a stazioni di ricerca completamente autosufficienti. La permanenza degli astronauti e non solo sull’oggetto celeste consentirebbe di esplorare il sistema solare in maniera più approfondita. Il sogno, neanche troppo nascosto, è quello di far partire la missione spaziale più ambiziosa del futuro, quella verso Marte. Tra l’altro, gli scienziati sono consapevoli del fatto che la Luna abbia ancora tanti segreti da rivelare, preziosissimi per comprendere meglio la storia della Terra. Uno dei più grandi misteri, ad esempio, è quello del lato nascosto del satellite.

Il gruppo di ricercatori che sta sognando a occhi aperti delle città sulla Luna, ha già provveduto ad analizzare alcuni campioni di roccia e polvere dell’oggetto celeste. Si sta parlando della regolite, famosa da tempo visto che è stata scoperta per la prima volta nel corso delle missioni Apollo che hanno portato il primo uomo su questa superficie. Nella regolite c’è appunto tantissimo ossigeno, il che vuol dire che l’acqua può essere prodotta senza problemi aggiungendo dell’idrogeno e riscaldando il suolo per dar vita alla reazione chimica. Non a caso nei freddi poli lunari è presente del ghiaccio e l’Open University vuole estrarlo quanto prima.

I primi passi verso le città sulla Luna

Nel corso della missione Artemis della NASA, in programma per il 2024, verrà inviato sulla Luna uno spettrometro di massa esosferico, in poche parole uno strumento in grado di perforare le rocce e prelevare il liquido. Prima delle missioni umane sul satellite, comunque, si dovrà comprendere meglio l’ambiente circostante, cercando anche di evitare gli errori commessi sulla Terra e adottando un approccio sostenibile. Il periodo è quello giusto per pensare a delle città sulla Luna: se negli scorsi decenni i finanziamenti per progetti del genere erano limitati, ora sono aumentati in maniera significativa.

C’è una grande concorrenza a livello di paesi, ma questo non è un dettaglio negativo. La nuova corsa verso la Luna è appena cominciata e le varie nazioni sono molto collaborative tra loro. La previsione della Open University è che i primi sbarchi con equipaggio avverranno non più tardi dei prossimi cinque anni, con la costruzione di basi di ricerca scientifica in grado di ospitare un buon numero di persone verso il 2050. Forse non ce ne stiamo accorgendo, ma il futuro è già cominciato e promette molto bene dal punto di vista scientifico e spaziale.

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