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5G in Italia: i limiti da superare

La nuova rete 5G in Italia parte con molti impediemnti dovuti soprattutto a questioni burocratiche e di sicurezza degli utenti

8 Luglio 2019 - La rete dati superveloce 5G è arrivata anche in Italia con le prime offerte di Tim e Vodafone a Roma, Milano, Torino e altre grandi città italiane. Entro il 2023 la copertura della rete 5G dovrebbe essere simile a quella dell’attuale 4G. Ma la qualità, paradossalmente, potrebbe non essere ottima.

A causa degli attuali limiti italiani alle emissioni elettromagnetiche, infatti, gli operatori potrebbero essere costretti a installare antenne 5G di potenza troppo bassa per ottenere le prestazioni standard del 5G. Inoltre, a causa del sovraffollamento dei siti dove già ci sono altre antenne, potrebbero essere costretti a cercare nuovi posti con costi veramente alti. Ma non solo: a causa delle procedure burocratiche necessarie a installare una nuova antenna in un nuovo sito, i tempi di espansione della rete si potrebbero allungare di parecchio. Il 5G, in Italia, nasce quindi con una gamba zoppa e tutto dipende dai limiti alle emissioni.

Come funzionano i limiti alle emissioni elettromagnetiche

I limiti alle emissioni elettromagnetiche servono per tutelare i cittadini che abitano nelle vicinanze dei siti che ospitano le antenne. Le emissioni si misurano per sito, non per singola antenna, e per questo se in un sito ci sono già altre antenne è possibile che installando una nuova antenna 5G si superino i limiti di legge.

I limiti italiani alle emissioni elettromagnetiche

Gran parte dei Paesi europei si è semplicemente adeguata alle linee guida internazionali, imponendo gli stessi limiti. Grecia, Croazia, Lituania, Belgio, Polonia, Bulgaria e Italia hanno preferito imporre limiti più bassi. I limiti italiani sono i più bassi di tutti: 100 volte meno le linee guida, che già sono molto restrittive.

Come sarà il 5G in Italia

Secondo un recente studio del Politecnico di Milano e del CNR il 62% dei siti che già ospitano antenne per le telecomunicazioni non può accogliere altri trasmettitori perché altrimenti si sforerebbero subito i limiti di legge. Di conseguenza, se non verranno aggiunti altri siti per le antenne la qualità del 5G in Italia sarà molto bassa e la copertura a macchia di leopardo. Alla luce di tutto ciò le soluzioni sono due: o si alzano i limiti alle emissioni, portandoli ai valori degli altri Paesi europei, o si autorizzano nuovi siti per le antenne del 5G.

I costi del 5G in Italia

Tutto questo si ripercuote anche sui costi che gli operatori devono sopportare e che poi, in un modo o nell’altro, vengono scaricati sugli utenti. Se non si possono usare i siti già esistenti, bisogna spendere parecchio denaro per analizzare il territorio e cercare siti nuovi. Poi bisogna passare da una lunga burocrazia per ottenere le autorizzazioni all’installazione di ogni nuova antenna e, infine, la si può accendere. Costi alti, quindi, e tempi di ritorno dell’investimento altrettanto alti. Non certo una buona base di partenza per il 5G in Italia.

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