Libero
SCIENZA

Un raggio cosmico è arrivato sulla Terra dal "Vuoto Locale” nello Spazio

Un raggio cosmico con un particella rara e ad altissima energia è "caduto" sulla Terra: gli scienziati sono in fermento per via della sua origine

Non smetteremo mai di ripeterlo e di ribadirlo: nonostante l’uomo abbia fatto passi da gigante nella comprensione dei misteri che avvolgono l’Universo, sono ancora molti (moltissimi) gli interrogativi che devono trovare una risposta. Anzi a dirla tutta aumentano, come dimostra la recente scoperta legata all’arrivo sulla Terra di un raggio cosmico estremamente misterioso.

Attenzione, nonostante il nome “raggio cosmico” possa risultare particolarmente suggestivo per i non addetti ai lavori, la loro esistenza è documentata almeno dalla fine del 1700 ed è ritenuta più che normale. A scatenare l’ossessione degli scienziati, in questo caso specifico, è il fatto che il raggio in questione è attualmente ritenuto il più potente degli ultimi 30 anni e che, per altro, sembra provenire da una parte dello Spazio dove non c’è assolutamente nulla.

Raggi cosmici e misteri dello spazio esterno

Come sempre, prima di proseguire, facciamo delle piccole precisazioni che possono essere utili a chi non mastica l’argomento. Fisici e astrofisici intendono per raggi cosmici un insieme di particelle energetiche, elettricamente cariche e costituite principalmente da protoni, nuclei di elio, altri nuclei atomici, elettronici e rispettive anti-particelle. Sin da quando sono stati rilevati, questi raggi sono stati considerati piuttosto ordinari: la Terra e tutti gli altri corpi celesti sono infatti loro “bersagli”.

Come mai? Perché nel contesto dell’ambiente spaziale sono tantissime le particelle che (indipendentemente dal tipo di sorgente) vengono accelerate e si propagano, muovendosi tra galassie, stelle e pianeti e interagendo con altre particelle, campi di radiazione elettromagnetica e campi magnetici. Probabilmente i raggi cosmici più noti sono quelli provenienti dal Sole, ma sono secoli che gli scienziati li analizzano tutti con attenzione, alla ricerca di informazioni su ciò che, in qualche modo, si muove nello spazio esterno.

Il raggio cosmico ultra potente

Non stupisce, dunque, che i sensori del Telescope Array ne abbiano registrato uno e che gli scienziati al suo comando si siano subito messi al lavoro per scoprire ogni dettaglio. Ciò che, come abbiamo già accennato, ha davvero stupito tutti è stata la sua potenza. Nello studio pubblicato su Science gli oltre 76 autori, guidati da Toshihiro Fujii della Osaka Metropolitan University, ne hanno sottolineato la straordinarietà definendolo un raggio cosmico ad altissima energia e ritenendolo in assoluto il più potente degli ultimi 30 anni.

Il raggio misterioso ha colpito la Terra con una pioggia di muoni, gluoni e altre particelle secondarie. Questa pioggia ha bersagliato 23 dei sensori del Telescope Array, che hanno fornito ai ricercatori dati tanto dettagliati in grado da consentire loro di ipotizzare che il raggio fosse milioni di volte più energetico delle particelle che in passato si sono scontrate contro il Large Hadron Collider dando vita a quello che finora è stato l’esperimento di fisica più potente del mondo.

In più, i dati hanno permesso di scoprire che l’energia arrivata sul nostro pianeta è stata di circa 244 exa-elettronvolt, più o meno l’equivalente di una palla rigida scagliata con gran violenza dall’alto. Tutti questi elementi hanno, in principio, fatto pensare a un errore di valutazione: «Quando ho letto i dati – ha affermato Toshihiro Fujii – ho pensato a un malfunzionamento. Solo dopo ulteriori indagini ho capito quanto fosse straordinario ciò che avevo davanti e quanto fosse misterioso».

Amaterasu e la sua provenienza ignota

Misterioso, appunto, perché una delle cosa più interessanti di questa scoperta è il fatto che gli scienziati non sono ancora riusciti a capire da dove provenga il raggio cosmico. Dopo moltissimi studi i ricercatori hanno soltanto iniziato a desumere che il raggio abbia avuto origine da qualche parte nel Vuoto Locale, ovvero quella regione di spazio situata vicino al Gruppo Locale (ammasso di galassie che comprende la nostra Via Lattea) e caratterizzata da una concentrazione davvero minima di materia.

Ciò significa che al momento non ci sono galassie o oggetti astronomici considerabili come valide sorgenti per un raggio così potente. È anche per la sua natura davvero enigmatica che la particella principale del raggio cosmico è stata ribattezzata Amaterasu, dal nome della dea del sole giapponese che, in base allo shintoismo, non ha origini certe ma ha un enorme potere, talmente enorme che è proprio a lei che viene attribuita non solo la genesi del Giappone, ma anche invenzioni chiave per il Paese come la coltivazione del riso e del frumento, l’uso del baco da seta e la tessitura con il telaio.