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SICUREZZA INFORMATICA

Amicizie dagli sconosciuti su Facebook, l'allarme della Polizia

Attenzione a chi vi chiede l'amicizia su Facebook: possono essere dei truffatori che vi spingono a registrare atti sessuali per poi ricattarvi

25 Luglio 2017 - Accettate spesso l’amicizia di una persona sconosciuta? Fate attenzione, gli hacker potrebbero ricattarvi. A lanciare l’allarme è ancora una volta la Polizia di Stato che, tramite un post pubblicato sul profilo Facebook “Una vita da social”, mette in guardia contro le richieste sospette.

Il messaggio porta all’attenzione una delle pratiche più pericolose e redditizie utilizzate dai cybercriminali per ingannare le vittime: la sextortion. Una persona, dopo essere stata contatta da una ragazza avvenente (le truffa può colpire anche le donne), accetta l’amicizia. Successivamente, il malcapitato inizia una conversazione su Messenger con quella che lui crede sia una donna. Il tono dello scambio si arricchisce di dettagli intimi e a questo punto il pirata informatico, con una scusa qualsiasi, chiede il contatto Skype. Il motivo è abbastanza semplice: il carnefice vuole spingere la vittima ad atti sessuali davanti alla webcam. Una volta registrato il filmato, gli hacker svelano la loro vera faccia.

Il ricatto a luci rosse

Come avverte la Polizia su Facebook, l’obiettivo finale è quello di estorcere, con l’arma del ricatto, dei soldi alla vittima. La somma, secondo quanto scritto nel post, oscilla tra i 500 e i 1500 euro.

Alla Polizia Postale di casi come questi negli anni ne sono stati denunciati molti. Purtroppo, però, non tutte le persone cadute nella trappola dei cybercriminali accettano di uscire allo scoperto. Una parte delle vittime, infatti, temendo che gli hacker possano diffondere il video in rete, decide di pagare. Sono pochi, inoltre, coloro che hanno il coraggio di riportare il tentativo di estorsione alle forze dell’ordine.

Come proteggersi

Il miglior modo per proteggersi dalla sextortion è quello di aprire gli occhi. Diffidate dai contatti sconosciuti, come suggerisce la stessa Polizia su “Una Vita da social”. Soprattutto se la richiesta arriva da una persona bella, uomo o donna che sia, che non avete mai incontrato nella vostra vita.

Limitate il numero di informazioni sensibili pubblicate. Spesso, infatti, gli hacker, per rendere il tentativo di frode realistico, conducono un’indagine sulla base dei contenuti (comprese le immagini) accessibili a tutti su Facebook. È molto importante anche rivedere le condizioni di privacy del social, impedendo a chiunque di accedere a tutto quello che postate sulla piattaforma.

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