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Apple cambierà faccia: rivoluzione in arrivo

Secondo il Financial Times Apple starebbe portando avanti una strategia che la porterà a diventare un'azienda completamente diversa

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BigTunaOnline / Shutterstock Fonte foto: BigTunaOnline / Shutterstock

L’11 gennaio 2023 Apple ha lanciato un nuovo servizio gratuito per le aziende, ma la notizia è passata praticamente inosservata. Adesso, però, nuove indiscrezioni raccolte dal Financial Times gettano luce su un possibile progetto segreto di Cupertino che, se dovesse rivelarsi vero e se dovesse andare in porto, cambierebbe completamente la posizione di Apple e il suo peso nel mondo tech.

Che cos’è Apple Business Connect

Il servizio in questione, lanciato da Apple a inizio gennaio, è Apple Business Connect e, per farla molto semplice, è l’equivalente di Google My Business per Apple Maps.

In pratica sono delle schede informative, curate dalle aziende, che possono essere consultate durante la navigazione su Apple Maps.

Ma non solo, perché le informazioni presenti in queste schede possono essere gestite e usate anche da Messaggi, Wallet, Siri e dalle altre applicazioni proprietarie di Apple.

La strategia Apple

Quanto detto fino ad ora già lascia intuire che Apple ha serie intenzioni di sfidare Google nel campo dei servizi alle imprese. Le schede My Business, infatti, sono consultabili anche dai dispositivi Apple, ma chiaramente non possono essere integrate così bene con le app sviluppate da Apple.

Secondo il Financial Times, però, la strategia di Apple è più complessa e basata su tre gambe, due delle quali sono ancora da venire e rappresentano la vera rivoluzione:

  • Apple Maps con Apple Business Connect
  • Un motore di ricerca Apple
  • Un circuito pubblicitario Apple

Detta in parole molto povere: Apple vuole fare con il suo ecosistema chiuso esattamente ciò che oggi Google fa con l’ecosistema aperto del Web e di Android: raccogliere più informazioni possibile sugli utenti e somministrargli la pubblicità tramite il proprio circuito.

Di un motore di ricerca Apple si parla, in realtà, da anni e per un certo periodo si è anche ipotizzato un accordo tra Apple e Microsoft per rendere Bing il motore di ricerca predefinito su iPhone e sugli altri dispositivi Apple.

Al momento, però, è Google il motore di ricerca standard perché è Google a pagare 18-20 miliardi di euro l’anno ad Apple per svolgere questo compito su centinaia di milioni di dispositivi.

Per quanto riguarda il circuito pubblicitario di Apple, invece, al momento c’è solo Apple Search Ads che, però, è semplicemente un network per sponsorizzare le app per iOS sui dispositivi di Apple. Siamo quindi lontanissimi dalle funzioni di Google Ads.

Sarà tutto vero?

E’ chiaro che se il FT avesse ragione, quando tutto ciò diventerà realtà Apple sarà un’azienda completamente diversa da quella che è oggi.

Di sicuro Apple deve spingere (e sta spingendo, da anni) sempre di più sui servizi e sempre di meno sui dispositivi. Questo perché di dispositivi se ne venderanno sempre di meno, come dimostra il crollo del mercato degli smartphone (iPhone compresi) nel 2022.

Tuttavia, non solo non è affatto facile trasformare in realtà la strategia ipotizzata dal prestigioso giornale finanziario, ma non è neanche scontato che gli enti regolatori del mercato permettano ad Apple di farlo.

Già Google, che lavora in un mercato aperto, è costantemente bersagliata dalle autorità antitrust di mezzo mondo. Impossibile pensare che le stesse autorità lascino fare ad Apple che, al contrario, ha messo in piedi un ecosistema chiuso.

Il tutto, poi, all’indomani dell’approvazione da parte dell’Unione Europea dei due regolamenti DSA e DMA che, se applicati alla lettera, impediscono la stessa esistenza di un ecosistema di servizi chiuso all’accesso di altre aziende.

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