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SCIENZA

Un brutto segnale dalle coste italiane: ecco dove e perché la sabbia si sta esaurendo

Alcune splendide spiagge stanno via via scomparendo a causa dell'erosione costiera, che si "mangia" la sabbia: ecco che cosa sta succedendo in Campania.

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Quelle che fino a qualche decennio fa erano spiagge bellissime e molto frequentate stanno pian piano perdendo la loro sabbia, diventando strette strisce lambite da un mare sempre più alto. Che cosa sta succedendo? Il fenomeno dell’erosione costiera non è certo una novità, ma a causa dei cambiamenti climatici e dell’attività umana sta ormai raggiungendo dimensioni abnormi. E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Ecco che cosa sappiamo.

Le spiagge di Castel Volturno stanno scomparendo

L’allarme arriva da Castel Volturno, una piccola città campana situata a poca distanza da Napoli, lungo la costa tirrenica. La sua frazione di Marina di Ischitella è una rinomata meta turistica per i bagnanti della zona, con numerosi stabilimenti balneari e tutti i servizi utili per trascorrere una giornata al mare in pieno relax. Proprio in queste settimane, i gestori delle attività stanno iniziando a preparare i bagni per la stagione estiva che, con le temperature che stiamo vivendo, sembra ormai essere quasi alle porte. Ma c’è un problema.

La spiaggia sta diventando sempre più stretta, portata via da un mare che non lascia scampo. Non c’è quasi più sabbia e i gestori sono costretti a inventarsi qualche misura alternativa per contrastare questo fenomeno, nella speranza di portare a casa almeno un’altra stagione. Il litorale di Castel Volturno, che ha 25 km di costa bassa e sabbiosa, è particolarmente colpito dall’erosione costiera. Secondo un rapporto di Legambiente, nel giro di 50 anni sono andati perduti fino a 700 metri di spiaggia. Tanto che alcuni stabilimenti devono ormai accontentarsi di due o tre file di ombrelloni, quando poco tempo addietro potevano metterne otto o nove.

Il fenomeno dell’erosione costiera

L’erosione costiera non riguarda solamente Castel Volturno: la Campania è una delle regioni più a rischio, con almeno 46 km in pericolo su un totale di 224 km di spiaggia. Ma nel resto d’Italia la situazione non è delle migliori. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha segnalato la presenza di circa 841 km di costa in erosione. Da cosa è causato questo fenomeno? Iniziamo con il dire che è assolutamente naturale: le mareggiate invernali tendono a sottrarre sabbia, che poi restituiscono in primavera.

Il ciclo è tuttavia stato turbato dall’uomo. In che modo? Sicuramente attraverso le emissioni di CO2, che provocano il cambiamento climatico: il riscaldamento degli oceani e lo scioglimento dei ghiacciai stanno aumentando il livello del mare, causando quindi una più massiccia erosione delle coste. Un altro fattore importante è l’edilizia sempre più sfrenata che mette profondamente a rischio l’ecosistema costiero. La costruzione di dighe, porti e persino interi quartieri residenziali lungo le spiagge hanno un’enorme responsabilità.

Succede, ad esempio, che gli edifici costruiti sui sistemi di dune lungo il litorale vadano ad alterare irrimediabilmente il substrato costiero. O ancora, che le dighe realizzate lungo i fiumi trattengano i sedimenti che dovrebbero andare a rimpiazzare la sabbia erosa dal mare durante l’inverno. Questi sedimenti vengono in effetti venduti per l’edilizia e non ritornano mai al loro posto naturale, costringendo i gestori ad acquistare della sabbia per poter ricreare una spiaggia ormai in via di sparizione. È fondamentale cercare di fare qualcosa, adottando nuove strategie per evitare che le nostre coste vengano definitivamente spazzate via.

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