Buchi neri risucchiano le stelle, l'evento spaziale senza precedenti Fonte foto: ISTOCK
SCIENZA

Buchi neri risucchiano le stelle, l'evento spaziale senza precedenti

A finire nella bocca dei buchi neri sono state due stelle di neutroni, corpi celesti dalla densità altissima: l'evento senza precedenti.

Si tratta degli oggetti più misteriosi dell’universo: quei buchi neri che neanche Albert Einstein riuscì a decifrare (anche se è sua la teorizzazione dei wormhole). Corpi galattici sui quali si è esercitata la fantasia di scrittori, registi e sviluppatori di videogiochi, che li hanno immaginati come porte sullo spazio-tempo e scrigni di chissà quali terribili o meravigliosi segreti. Con i piedi per Terra (e lo sguardo che si allunga su milioni di anni luce), invece, gli astronomi hanno seguito scrupolosamente il metodo scientifico. Di recente uno studio giapponese ha analizzato una tempesta di buchi neri in grado forse di raccontarci qualcosa sull’origine della galassia. Adesso gli scienziati sono riusciti a cogliere i segnali di un altro evento spaziale di dimensioni apocalittiche e che, al pari del precedente, potrebbe aggiornare la conoscenza a nostra disposizione delle leggi dell’universo.

Cosa sono le stelle di neutroni e cosa hanno osservato gli scienziati

È stato paragonato a un Pac-Man spaziale: buchi neri che mangiano stelle, stelle che scompaiono nella bocca nera dei black holes. Si tratta per la precisione di stelle di neutroni ovvero stelle compatte formata da materia degenere, la cui componente predominante è costituita da neutroni mantenuti insieme dalla forza di gravità. Rappresentano l’ultimo stadio della della vita degli astri celesti con una densità tale da equiparare in peso una montagna con un solo "cucchiaio" della loro massa.

Come è stato scoperto l’evento cosmico

Non è un fenomeno che abbiamo avuto la fortuna (o la sfortuna) di osservare direttamente. A queste latitudini infatti è arrivato sotto forma di onde gravitazionali, captate tramite un segnale del ricevitore europeo Virgo, al quale l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare partecipa facendo le veci dell’Italia. Giunti solo adesso a portata dei nostri rilevatori, i due segnali si sono in realtà originati da un evento accaduto 900 milioni di anni fa.

“Ligo (il rilevatore americano, ndr) e Virgo continuano a svelare eventi catastrofici mai osservati finora, contribuendo a far luce su un paesaggio cosmico finora inesplorato. Ora stiamo aggiornando i rivelatori con l’obiettivo di guardare ancora più lontano nel cosmo". Così Giovanni Losurdo, ricercatore dell’Infn e coordinatore internazionale di Virgo, commenta la scoperta.

Giuseppe Giordano

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