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sistema operativo google Fuchsia Fonte foto: Google
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Come sarà il successore di Android e quando sarà pronto

Google continua a lavorare al suo nuovo sistema operativo "microkernel": ecco le ultime novità.

Che Google stia lavorando su un nuovo sistema operativo, denominato Fuchsia, è noto da circa 4 anni. Dopo un periodo di sviluppo, Big G ha finalmente iniziato a svelare le prime informazioni, aprendo ai contributori esterni. Ma come sarà il successore di Android e quando sarà possibile sfruttarlo appieno?

Sebbene non sia ancora disponibile al pubblico per l’installazione sulle diverse tipologie di device disponibili sul mercato, di Fuchsia si sa già che si tratta di un progetto open source, descritto da Google come un sistema operativo basato su "sicurezza, aggiornabilità e performance". Una definizione, dunque, che apre su alcuni punti di particolare importanza lasciando però intorno al nuovo prodotto di Mountain View ancora un fitto alone di incertezze su molti aspetti. Infatti, ancora non è noto quale sarà il suo scopo, la compatibilità e le funzionalità che saranno racchiuse in quello che è già stato indicato da molti come il futuro di Android.

Come sarà Fuchsia, il successore di Android?

Per Fuchsia, Google ha rilasciato una tabella di marcia riguardante diversi aspetti tecnici, tra cui l’aggiornamento del kernel Zircon, il miglioramento delle prestazioni del file system e mettendo allo studio una "gestione più inclusiva degli eventi di input dell’utente sulle workstation che eseguono Fuchsia". Il tutto, secondo Big G, punta a realizzare un sistema operativo più sicuro e performante, facilmente aggiornabile nel tempo.

La sicurezza dovrebbe essere garantita dal comportamento del kernel che isolerebbe completamente i processi, garantendo l’accesso alle risorse esclusivamente tramite handle. Non disponendo di un file system globale, i componenti verrebbero poi distribuiti tramite pacchetti che includono i file per l’esecuzione.

Inoltre, il sistema operativo Fuchsia dovrebbe poter contare su un proprio IDL, Interface Description Language, cioè un linguaggio utilizzato per la descrizione delle interfacce degli oggetti. Ciò, consentirebbe di avere componenti ad accoppiamento largo, altamente scalabile per definizione. A ciò si aggiunge che Fuchsia può contare su un sottoinsieme di API POSIX, facendo affidamento sulla comunicazione asincrona, per ridurre l’eventuale presenza di latenza, e aiutare con il porting.

Fuchsia, quando sarà pronto il successore di Android

Come però è facile dedurre dalla fase di lavorazione, il sistema operativo è ancora lontano dal potersi definire pronto per il rilascio. La conferma è arrivata anche da Google, che ha confermato l’informazione aggiungendo che attualmente “supporta un set limitato di hardware basato sull’architettura x64 e puoi anche testarlo con l’emulatore di Fuchsia“.

Nel futuro, ma sono ancora supposizioni visto che nulla è stato ancora rivelato da Big G, Fuchsia potrebbe girare su dispositivi IoT e hardware assimilabile a computer desktop e laptop, oltre che su questi stessi device. È invece notizia certa, datata 2019, che sul nuovo sistema operativo sarà possibile utilizzare le app di Android.

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