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facebook Fonte foto: klevo / Shutterstock
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Facebook: le pesanti accuse dell'ex dipendente

Una ex dipendente di Facebook punta il dito contro il social network di Mark Zuckerberg, rivolgendo pesanti accuse. Il tema è la circolazione delle fake news e la gestione della disinformazione sulla piattaforma, che non sarebbe stata gestita come annunciato da Zuckerberg.

Le accuse rivolte da Frances Haugen, una ex dipendente che diversi mesi fa ha lasciato Facebook, alla piattaforma sono indubbiamente pesanti. Secondo la Huagen, il social network creato da Zuckerberg avrebbe sì annunciato di voler combattere la disinformazione, salvo poi dare priorità ai contenuti che potevano creare maggior engagement e profitti. Tra questi, i post che incitano all’odio e che avrebbero incoraggiato gli utenti a mettere a segno l’assalto al Congresso di Washington del 6 gennaio scorso. Dal canto suo, Facebook ha rigettato le accuse e ha definito "ridicolo" ritenere che il social possa avere delle responsabilità in quanto accaduto.

Facebook: le accuse della ex dipendente

Tutto è iniziato quando la Huagen ha lasciato il social network e ha raccontato all’emittente CBS News la sua esperienza in Facebook. Durante un’intervista alla trasmissione 60 minutes, la Huagen viene definita "Facebook Whistleblower", dove con "whistleblower" si indicano gli ex dipendenti di un’azienda che rilasciano dichiarazioni su attività sospette di cui sono stati testimoni. Nell’intervista, l’ex dipendente sostiene che Facebook ha utilizzato "sistemi di sicurezza" per controllare la disinformazione sulla piattaforma prima delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2020, ma non con l’accuratezza che Zuckerberg aveva annunciato.

In particolare, la Huagen ha dichiarato: "Ho visto più e più volte che c’erano conflitti di interesse tra ciò che era buono per il pubblico e ciò che era buono per Facebook, e Facebook più e più volte sceglieva di ottimizzare i propri interessi, come fare più soldi". Secondo l’ex dipendente, i contenuti che contengono odio e fake news generano più interazioni, e quindi più traffico per la piattaforma. Moderare alcuni contenuti significa ottenere meno pubblicità e meno profitti e per questo motivo, dice la Huagen, Facebook avrebbe chiuso un occhio su quanto stava accadendo. Una mancanza di controllo che, per la whistleblower, sarebbe sfociato nell’assalto al Congresso da parte dei sostenitori di Donald Trump del 6 gennaio scorso.

Frances Haugen: chi è la ex dipendente

La 37enne e ingegnere informatico Frances Huagen è entrata a far parte di Facebook nel 2019, dopo aver lavorato per altri colossi Big Tech, come Google e anche Pinterest. Dopo aver lasciato il social network, la Huagen si è detta preoccupata per le policy aziendali e ha portato diversi documenti interni all’attenzione delle autorità e dei media.

Dopo aver presentato diverse denunce alla Securities and Exchange Commission, l’autorità governativa statunitense che si occupa dei mercati finanziari, ha rilasciato interviste alla CBS News e condiviso documenti con The Wall Street Journal. Inoltre, sarà sentita come testimone dalla sottocommissione del Senato che opera per la protezione dei consumatori, la sicurezza dei prodotti e la sicurezza dei dati.

La risposta di Facebook

La risposta dal colosso dei social network all’intervista su 60 Minutes non si è fatta attendere. Lena Pietsch, la portavoce di Facebook, ha negato ogni accusa e sottolineato come i dipendenti lavorino per garantire che la piattaforma sia un posto sicuro e positivo, dove i miliardi di utenti possano esprimersi apertamente.

La Pietsch ribadisce che contrastare la disinformazione è una delle priorità di Facebook, ma la lotta alle fake news sul social network è una sfida complessa. Infine, ribadisce che Facebook ha lavorato per garantire la sicurezza e combattere le fake news durante e anche dopo le elezioni presidenziali, pertanto è ridicolo ritenere che la piattaforma possa aver incoraggiato l’assalto al Congresso USA.

 

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