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Forme di vita nell'Universo Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Individuati alcuni posti nell'Universo dove potrebbe esserci vita

Non sono poche le zone dell'Universo in cui gli astronomi credono di poter trovare forme di vita: non soltanto pianeti, ma anche i satelliti

Una scatola di cioccolatini: il pluripremiato film "Forrest Gump" ha descritto in questo modo la vita, un paragone motivato dal fatto che non si sa mai quello che può capitare. Ed è imprevedibile anche quello che accade nell’Universo. A cadenza periodica ci sono annunci di possibili forme di vita in altri oggetti celesti che non siano la Terra.

In ordine temporale, l’ultima novità di questo tipo è quello che riguarda Saturno, per la precisione Encelado. Si tratta di uno dei satelliti naturali del pianeta con gli anelli, scoperto per la prima volta nel 1789 e osservato in maniera approfondita nel 1980 grazie alle informazioni raccolte dalla sonda Voyager.

Le scoperte recenti nell’Universo

La nuova speranza deriva dal fatto che in questa parte dell’Universo sono stati notati dei veri e propri pennacchi di vapore acqueo, provenienti per la precisione dalla superficie di Encelado. A interessarsi parecchio al satellite sono stati i ricercatori dell’università americana dell’Arizona, i quali hanno addirittura ipotizzato una missione spaziale ad hoc per confermare o smentire una volta per tutte la presenza di organismi viventi extraterrestri. La prima osservazione ravvicinata del satellite risale a quattro decenni fa, ma soltanto nel 2005 si è capito che a Encelado c’è un vasto oceano ghiacciato. La spiegazione relativa ai pennacchi d’acqua è presto detta.

Secondo quanto accertato dagli astronomi, il motivo sta nel fatto che durante l’orbita, il satellite di Saturno viene letteralmente schiacciato dal campo gravitazionale e l’attrito che ne risulta va a riscaldare il gas. La pressione sotto il guscio ghiacciato di Encelado provoca poi l’esplosione di vapore d’acqua caldo, oltre alle molecole. In questi pennacchi è presente metano, un dettaglio che fa propendere per la possibile vita di microbi, in passato oppure ancora oggi. Se si guarda alla Terra, lo stesso tipo di microrganismi vive nel substrato roccioso sotto le placche tettoniche. In poche parole non fanno altro che sfruttare l’anidride carbonica immagazzinata per produrre energia e metano come sottoprodotto.

Non solo Encelado, c’è vita anche in altre parti dell’Universo

Encelado è soltanto l’ultima novità per quel che riguarda la vita nell’Universo. Di recente, un gruppo internazionale di ricercatori ha osservato con attenzione due esopianeti, giungendo a conclusioni non molto diverse rispetto a quelle fatte con la Luna di Saturno. Si sta parlando di GJ 1002b e GJ 1002c, i quali si trovano a 16 anni luce dal nostro sistema solare e che presentano caratteristiche non molto diverse se confrontate con quelle della Terra. Oltre alla massa, le temperature non sono considerate né troppo rigide né bollenti, una condizione fondamentale per l’abitabilità.

A quest’ultimo studio hanno partecipato diversi enti, tra cui uno italiano, vale a dire la Scuola Normale Superiore di Pisa. La distanza dal nostro pianeta viene giudicata "bassa", di conseguenza non è difficile immaginare un viaggio per una esplorazione approfondita, il primo passo per porre delle basi solide in questa zona dell’Universo. Tra l’altro, come sottolineato dagli esperti, sono già 7 gli esopianeti con caratteristiche del genere, un totale davvero interessante e che lascia presagire un futuro spaziale a dir poco affascinante e pieno di sorprese.

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