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SCIENZA

Isola di Pasqua: un ritrovamento inaspettato dove si pensava non ci fosse più niente

L'Isola di Pasqua ha ancora molto da "raccontare", come ben testimoniato dall'ultima statua che è stata ritrovata in una zona remota

Le statue dell'Isola di Pasqua Fonte foto: 123RF

Impossibile non conoscerli o averne sentito parlare almeno una volta: i moai sono il simbolo indiscusso dell’Isola di Pasqua, il remoto territorio cileno che si trova nell’Oceano Pacifico. Queste statue dalla forma bizzarra ma celebre in tutto il mondo hanno scatenato le fantasie più incredibili sulla loro origine e sul significato.

C’è persino chi ha tirato in ballo gli alieni, ma le ricostruzioni storiche più accreditate sono meno azzardate. Chiunque abbia pensato che non ci fosse più nulla da scoprire a Rapa Nui (questo il nome nella lingua locale dell’isola) si è sbagliato di grosso. Nel letto di un lago prosciugato gli archeologi hanno infatti trovato pane per i loro denti.

La reazione degli abitanti dell’Isola di Pasqua

Una nuova statua Moai è stata localizzata proprio in questa zona dell’Isola di Pasqua, a conferma del fatto che forse questa zona del mondo ha ancora molto da raccontare. Si sta comunque parlando di un’area che di solito non è accessibile all’uomo: sembra che il lago si sia prosciugato a causa dei cambiamenti climatici, un “aiuto” insperato per i ricercatori che si sono imbattuti in un vero e proprio tesoro. Per gli abitanti del posto la novità viene considerata di straordinaria importanza, visto che è una zona mai presa in considerazione e che non è stata approfondita come ci si sarebbe aspettato.

In tutta l’Isola di Pasqua (circa 164 chilometri quadrati per la precisione) sono presenti circa mille statue di questo tipo, i Moai per l’appunto. La più alta in assoluto sfiora i dieci metri, con un peso medio che va dalle 3 alle 5 tonnellate. Secondo quanto riferito dai responsabili del parco nazionale dell’isola, la collocazione nel lago del monumento cambia in parte le certezze che c’erano su questi reperti. Nessuno era a conoscenza del fatto che una statua del genere potesse trovarsi nell’area più remota dell’isola. In poche parole, è una prima volta che merita ogni attenzione possibile.

Il sottosuolo sorprendente dell’Isola di Pasqua

Gli archeologi sono andati subito in missione per saperne di più sulla nuova statua Moai dell’Isola di Pasqua. L’obiettivo è quello di capire se ci siano altri monumenti del genere nello stesso sito: la speranza, poi, è di imbattersi nei resti di qualche strumento utilizzato per la costruzione della statua stessa. Fino ad oggi, l’ultima novità archeologica era rimasta nascosta dalle alte canne del lago prosciugato, probabilmente il sottosuolo potrebbe riservare qualche sorpresa. Il ragionamento degli esperti è presto detto: quando si riesce a individuare un Moai in un lago, ce ne sono quasi sicuramente molti altri.

Le statue dell’Isola di Pasqua sono caratterizzate da una storia a dir poco curiosa. La cava di pietra vulcanica in cui si estraeva il materiale per la produzione sarebbe stata abbandonata all’improvviso, lasciando alcuni monumenti incompleti. Quello che oggi ci appare come il più alto in assoluto, avrebbe dovuto essere il doppio: sembra che la continua costruzione di statue a Rapa Nui abbia contribuito al disboscamento dell’area, rendendo impossibile proseguire l’attività. Gli archeologi sono ora convinti che l’ultimo ritrovamento possa fornire una risposta alle tante domande che ancora riguardano questo argomento così intricato.

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