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La fattura elettronica conviene anche ai minimi e ai forfettari?

La fatturazione elettronica è obbligatoria per oltre metà delle partite IVA italiane, ma come stanno le cose per chi è nel regime dei minimi o è forfettario?

Uno dei dubbi dei contribuenti in regime dei minimi o forfettari riguarda l’obbligo, o quanto meno la convenienza, di usare la fatturazione elettronica. Il regime forfettario per le partite IVA è cambiato diverse volte negli ultimi anni: inizialmente limitato a chi aveva ricavi compresi tra 15.000 e 40.000 euro, ha successivamente sostituito l’ex regime dei minimi (che poi è tornato), per poi scendere a 30.000 euro di compensi massimi e, infine, salire agli attuali 65.000 euro.

Nel frattempo, dal 1 gennaio 2019, è scattato l’obbligo della fattura elettronica che ha interessato circa il 56% delle partite IVA italiane. La fattura elettronica è stato un passo fondamentale per la digitalizzazione delle imprese italiane, oltre che per la lotta all’evasione fiscale, ma ha introdotto un ulteriore elemento di incertezza (in realtà solo all’inizio) in professionisti e imprenditori che erano abituati alla fattura cartacea. Incertezza presto risolta dai commercialisti italiani, che hanno spiegato ai loro clienti che la fattura elettronica ha molti vantaggi rispetto a quella cartacea e non è affatto difficile da gestire, come invece in molti pensavano inizialmente. Ma, tornando al dubbio iniziale, chi ha aderito al regime dei minimi o al forfettario ha l’obbligo di emettere fatture elettroniche?

Fattura elettronica: niente obbligo per i minimi e i forfettari

La risposta è no: chi è in regime dei minimi o in regime forfettario rientra tra le categorie escluse dall’obbligo di emettere fattura elettronica, esattamente come i medici, i farmacisti, le società sportive dilettantistiche.

Questi soggetti non hanno l’obbligo di emettere fatture elettroniche ma possono comunque scegliere di farlo, se lo ritengono conveniente. E la convenienza dipende anche da alcuni “premi” che il fisco concede a forfettari e minimi che aderiscono volontariamente a questo tipo di fatturazione.

Fattura elettronica: perché conviene anche ai minimi e ai forfettari

Il grande vantaggio di aderire alla fatturazione elettronica deriva dal termine di decadenza per gli accertamenti fiscali, che scende da 5 a 4 anni per coloro che emettono esclusivamente fatture elettroniche.

Al vantaggio previsto dal fisco, se ne aggiungono altri tipici del sistema stesso della fatturazione elettronica: velocità, sicurezza, semplicità e possibilità di accedere a tutte le fatture emesse e ricevute anche da remoto, senza la necessità di avere un archivio cartaceo, il che significa notevole risparmio sui costi di magazzino.

Fattura elettronica: come scegliere il fornitore

L’importante, ovviamente, è scegliere un buon fornitore per il proprio sistema di fatturazione elettronica. Per iniziare a prendervi confidenza è possibile scegliere SiFattura Basic (GRATIS per sempre), che permette di generare e inviare via email fatture tradizionali, generare e ricevere quelle elettroniche automaticamente, gestire illimitate anagrafiche per clienti e fornitori.

Con SiFattura Pro, che è gratis fino al 30 giugno 2021 per chi attiva SiFattura Basic e rientra nel regime dei minimi o dei forfettari, si possono inoltre  generare anche template personalizzati per le fatture, avere una reportistica avanzata, creare automaticamente la prima nota, lo scadenzario e l’estratto conto, inviare solleciti automatici per le fatture non pagate, creare automaticamente fatture ricorrenti e, infine, permettere al commercialista (o a soci e collaboratori) di accedere direttamente alle fatture.

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