Pesanti accuse alla NASA, astronauta sabotò la ISS Fonte foto: iStock
SCIENZA

La Russia denuncia: un'astronauta della NASA sabotò il modulo russo della ISS

Un'astronauta della NASA provocò intenzionalmente i buchi al modulo Soyuz nel 2018: la denuncia anonima di Roscosmos fa infuriare la NASA.

Capita almeno un paio di volte l’anno che l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale si trovi a dover tappare dei piccolissimi buchi sulle pareti dei diversi moduli che compongono il grande laboratorio orbitante.

Quel che non capita spesso, per fortuna, è vedere una delle agenzie spaziali impegnate nel progetto accusare l’altra di sabotaggio. È quel che è successo, senza mezzi termini, quando la TASS – agenzia di stampa controllata dal Governo Russo – ha diffuso la denuncia di un anonimo impiegato "di alto grado" della Roscosmos.

L’astronauta della NASA provocò intenzionalmente danni alla Soyuz

Secondo la denuncia riportata dalla stampa russa, l’astronauta della NASA Serena Auñon-Chancellor, impegnata in una missione sulla ISS, provocò intenzionalmente i danni rilevati al veicolo Soyuz MS-09 nell’Agosto 2018.

La vicenda fu effettivamente curiosa: i buchi che provocavano la pericolosa perdita d’aria all’interno del modulo pressurizzato erano tutti identici, del diametro di 2 millimetri, e sembravano effettivamente prodotti da un trapano. 

Tutti lo abbiamo pensato, nonostante il direttore dell’Agenzia Spaziale Russa, che porta l’evocativo nome di Dmitrij Rogozin, lo neghi con furore sin dalle prime voci emerse nel 2018.

Appena dopo l’incidente, onde fugare ogni dubbio, Rogozin e l’allora direttore della NASA James Bridenstine affrontarono il problema del pettegolezzo istituendo di comune accordo una commissione che investigasse le reali cause delle perdite.

La denuncia dell’impiegato "di altro grado" sfuggito al controllo di Rogozin arriva curiosamente dopo tre anni dalla vicenda, appena dopo un altro incidente di matrice russa occorso sulla ISS.

La risposta della NASA

La risposta della NASA, coinvolta in quello che sembra un improvvisato circo mediatico, non si fa attendere. Il pretesto arriva con la conferenza stampa programmata per spiegare al pubblico la vicenda dei ritardi di Boeing Starliner: il compito spetta al capo del dipartimento della NASA per il volo spaziale, Kathy Lueders.

"Serena è un membro dell’equipaggio che gode del nostro più alto rispetto", afferma Lueders, "è un’astronauta che ha servito il proprio Paese e contribuito alla vita dell’Agenzia con immenso valore". 

La NASA afferma di non trovare credibili le accuse trapelate dai quadri di Roscomos: la versione veicolata da TASS afferma che l’astronauta Serena Auñon-Chancellor avrebbe intenzionalmente sabotato il modulo russo per tornare a casa prima, a causa di uno scompenso psichico. 

Già appena dopo l’incidente, il capitano della missione ISS in carica negò ogni coinvolgimento della crew nell’incidente del 29 Agosto 2018. Quel che stupisce, è il totale silenzio del buon Rogozin sulla vicenda: nessuna parola di diniego è giunta da parte del direttore di Roscosmos. 

A pochi giorni dall’annuncio di voler lasciare la Stazione Spaziale Internazionale, la Russia – senza alcun apparente motivo – decide così di complicare la sua posizione diplomatica nei confronti del programma spaziale internazionale condiviso con gli Stati Uniti. 

Alessandra Caraffa

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