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SCIENZA

Dove i livelli delle acque sotterranee stanno diminuendo: la mappa dei luoghi a rischio

I livelli delle acque sotterranee stanno diminuendo in modo preoccupante, ma forse abbiamo una speranza: cosa sappiamo del nuovo studio globale.

I livelli delle acque sotterranee stanno diminuendo esponenzialmente. Dal 2000 ad oggi, soltanto il 7% delle falde acquifere presenta livelli in aumento, mentre le quasi 1.700 monitorate e analizzate in oltre 40 Paesi del mondo hanno subito l’effetto esattamente opposto. Sono i risultati di un nuovo e imponente studio che, attraverso il monitoraggio dei pozzi, ha provato a costruire una dettagliata mappa globale dei luoghi a rischio.

Perché i livelli delle acque sotterranee sono diminuiti

Come spiega lo studio pubblicato sulla rivista Nature, ci sono diversi fattori che hanno provocato questa tendenza. I cali più evidenti sono stati registrati nelle regioni con climi secchi e nelle quali vi è una grande abbondanza di terreni coltivati, tanto per fare i due esempi più comuni.

Già gli studi precedenti avevano rilevato l’abbassamento dei livelli delle acque sotterranee, ma sempre basandosi sulle immagini satellitari e mai con una misurazione effettiva. Quanto evidenziato questo mese dai ricercatori non fa altro che confermare i dati precedenti.

Le cause del declino delle acque sotterranee differiscono da luogo a luogo. Nelle grandi città è da circoscrivere all’uso domestico di tali risorse, mentre al di fuori è l’agricoltura ad avere un enorme impatto sull’abbassamento dei livelli. Allo stesso tempo ci sono da considerare i cambiamenti nella quantità e frequenza delle piogge o delle nevicate. Lo studio ha rilevato che nell’80% delle falde acquifere dove il declino delle acque sotterranee ha subito una forte accelerazione, anche le precipitazioni sono diminuite nell’arco di 40 anni.

Gli effetti negativi di questa tendenza

Ma cosa dobbiamo aspettarci da questa tendenza che non sembra destinata a invertirsi, almeno nell’immediato? “Il declino delle acque sotterranee ha delle conseguenze. Tali conseguenze possono includere la fuoriuscita di corsi d’acqua, l’affondamento dei terreni, la contaminazione dell’acqua di mare nelle falde acquifere costiere e il prosciugamento dei pozzi“, come ha spiegato Scott Jasechko, professore associato presso la Bren School of Environmental Science and Management dell’Università della California a Santa Barbara e autore principale dello studio.

Aree del mondo in miglioramento

C’è anche uno spiraglio di luce, però, in questo quadro affatto rassicurante. In alcune aree del mondo come Australia, Cina, Arabia Saudita, Sudafrica, Spagna, Thailandia e USA si stanno verificando dei notevoli miglioramenti, motivo di “cauto ottimismo”, come ha sottolineato Debra Perrone, professoressa associata presso il Programma di studi ambientali dell’Università della California a Santa Barbara e coautrice dello studio. “Possiamo essere ottimisti in quanto i nostri dati rivelano più di 100 falde acquifere in cui il declino del livello delle acque sotterranee è rallentato, si è fermato oppure invertito. Ma ci vuole cautela in quanto i livelli delle acque sotterranee stanno aumentando a ritmi molto inferiori rispetto a quelli in calo. È molto più facile peggiorare le cose che migliorarle”, ha affermato la Perrone, come riporta il New York Times.

Lo studio è stato in grado di spiegare anche le ragioni di questo lento ma comunque evidente miglioramento. In luoghi come Bangkok e la California, ad esempio, è la conseguenza delle nuove politiche locali volte a ridurre il consumo di acque sotterranee. Vi sono poi altri luoghi del mondo, come alcune regioni a sud-ovest degli USA, nei quali si è cominciato già da tempo a deviare più acqua dai fiumi, senza dunque pesare direttamente sulle falde acquifere. Un progetto simile è stato messo in atto in Spagna dove i gestori delle risorse idriche stanno ricaricando la falda acquifera di Los Arenales utilizzando una combinazione di acqua di fiume, acque reflue depurate e deflusso dai tetti.