cos'è la micromobilità elettrica Fonte foto: Shutterstock
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Tutto quello che devi sapere sulla micromobilità elettrica

Le caratteristiche della micromobilità elettrica, in che modo funziona in Italia, come si esprime la legge a riguardo e quali sono i veicoli che ne fanno parte.

La micromobilità è un tema sempre più centrale quando si parla di inquinamento atmosferico e riscaldamento globale. Nel corso degli anni l’opinione pubblica si è sempre più sensibilizzata riguardo il futuro del Pianeta e il dibattito politico si è spostato verso la ricerca di soluzioni legate alla mobilità sostenibile. Oggi il futuro, anche in Italia, è orientato sempre più verso la ricerca di una micromobilità urbana, con lo scopo di creare uno spazio maggiore per le biciclette e i pedoni, riducendo la circolazione delle auto e le emissioni nocive che inquinano l’atmosfera.

Nata nell’estate del 2019 in modo sperimentale, all’inizio del 2020 la circolazione dei veicoli elettrici nelle città è stata liberalizzata. La legge sulla micromobilità ha permesso di equiparare monopattini elettrici, segway, monowheel e hoverboard alle biciclette, obbligando chi li guida a rispettare alcuni limiti del Codice della Strada. I veicoli e la micromobilità elettrica dunque oggi sono una realtà quotidiana che ha cambiato la mobilità di molte città e porterà nei prossimi anni, a mutazioni epocali nello stile di vita di tutti i cittadini.

Cos’è la micromobilità elettrica

Cos’è la micromobilità elettrica e come funziona? Oggi i piccoli veicoli elettrici affiancano le auto di nuovissima generazione nella lotta contro l’inquinamento. Offrono infatti un’ottima alternativa per gli spostamenti, consentendo a chi li guida di muoversi da una parte all’altra della città in modo ecologico e senza problemi legati al parcheggio. I veicoli di micromobilità sono diversi. Nella lista troviamo, oltre ai conosciutissimi monopattini elettrici, anche i segway, dispositivi che sfruttano una combinazione di elettronica, informatica e meccanica per muoversi. Figurano inoltre i monowheel, mezzi simili all’uniciclo che possiedono una sola ruota, e gli hoverboard, dei veicoli provvisti di ruote parallele che sfruttano sensori giroscopici e dispositivi elettronici per trasportare persone in posizione di equilibrio.

La legge sulla micromobilità elettrica

Sino a qualche tempo fa il Codice della Strada non prevedeva la libera circolazione di questi veicoli di micromobilità. Questo generava sanzioni e l’impossibilità di inquadrare nella legge alcuni mezzi, come i monopattini elettrici. L’esigenza di regolarizzare la situazione e la diffusione di questa particolare tipologia di veicoli, ha portato nel luglio del 2019 alla definizione di un decreto ministeriale. Danilo Toninelli, Ministro dei Trasporti, ha firmato un Dpcm in cui sono state definite in modo dettagliato le caratteristiche di mezzi di micromobilità. In contemporanea è stato avviato un periodo di sperimentazione per la loro circolazione nelle aree urbane.

In quella fase è stato stabilito che segway, hoverboard, monopattini elettrici e monowheel potessero circolare nelle città in seguito a una delibera del Comune e su strade con un limite di velocità massimo di 30 km/h. Il decreto inoltre consentiva il transito su piste ciclabili e percorsi pedonali nella corsia riservata, osservando però una velocità non superiore ai 20 km/h per i monopattini e i segway e inferiore ai 6 km/h per i monowheel e gli hoverboard. Il Dpcm del Ministero dei Trasporti inoltre imponeva l’uso di un regolatore di velocità e richiedeva ai Comuni di avviare una sperimentazione legata alla micromobilità elettrica, chiedendo alle amministrazioni di istituire aree di noleggio o di sosta per tali dispositivi e definire le zone di circolazione. Come era prevedibile il decreto ha acceso un dibattito riguardante soprattutto la sicurezza di questi mezzi. Con il passare del tempo sono state dunque introdotte nuove regole, volte a controllare nel modo migliore la micromobilità.

Il primo marzo 2020, al fine di assicurare una circolazione stradale sicura dei veicoli elettrici, sono entrate in vigore delle nuove norme per i monopattini elettrici. Questa scelta del Governo ha segnato l’inizio di una liberalizzazione della micromobilità elettrica. Ciò significa che se in passato questi mezzi potevano circolare solo in alcune aree chiuse al pubblico, con la nuovissima normativa la circolazione è stata aperta in tutto il territorio nazionale, sulle piste ciclabili e le strade con un limite di velocità di 50 km/h. Dal primo gennaio 2020 dunque sono state introdotte nuove regole che riguardano la sicurezza e la circolazione dei piccoli veicoli elettrici.

Le regole riguardano:

  • Velocità – I monopattini elettrici, secondo le nuove norme, sono paragonabili a una bicicletta a pedalata assistita. Per questo motivo i dispositivi che possono superare o raggiungere il limite di 20 km/h devono possedere un regolatore di velocità.
  • Illuminazione e potenza del motore – Le regole sulla micromobilità elettrica stabiliscono che i veicoli dispongano di una illuminazione costituita da luce gialla fissa oppure bianca anteriore e catarifrangenti posteriori. Inoltre la potenza nominale massima non deve essere superiore ai 500 watt.
  • I conducenti – In condizioni di scarsa luminosità, i conducenti che sono sprovvisti di luci hanno il divieto di usare il veicolo e sono obbligati a trasportarlo a mano. Sulle piste ciclabili e su strada inoltre è obbligatorio l’utilizzo di giubbotti oppure di bretelle retroriflettenti sia per il segway che per il monopattino elettrico. Secondo le norme i veicoli di micromobilità possono essere guidati esclusivamente da conducenti maggiorenni oppure minorenni in possesso di patente AM per l’utilizzo del motorino. L’uso del casco non è obbligatorio (ma per i minorenni sì) inoltre è vietato il trasporto di passeggeri e il traino di oggetti.

I veicoli della micromobilità

Quali sono i veicoli della micromobilità? Fanno parte di questa categoria i monopattini elettrici, gli hoverboard, i segway e le biciclette elettriche.

Il monopattino elettrico

Il monopattino elettrico è fra i mezzi più apprezzati per la mobilità urbana. Un veicolo che consente di coprire anche lunghe distanze in modo divertente, veloce e sostenibile. Inoltre è facile da trasportare, sia in auto che sul bus, e garantisce spostamenti che sono a zero emissioni e 100% green. Il monopattino si è diffuso a macchia d’olio in Italia, grazie alla sua capacità di integrarsi nella vita cittadina in modo sostenibile, garantendo un’autonomia sino a 50 km con un’unica carica. Con questo mezzo è possibile circolare su zone pedonali, piste ciclabili e in alcune strade, raggiungendo l’ufficio o la scuola.

L’hoverboard

Gli hoverboard sono considerati una soluzione efficiente per poter percorrere piccoli tragitti. Se paragonati ad altri dispositivi risultano leggermente più difficili da guidare poiché richiedono esperienza ed equilibrio. Questi mezzi di micromobilità sono apprezzati soprattutto dai più giovani. Sono leggerissimi, dunque si possono trasportare facilmente, vantano un’autonomia sino a 20 km e hanno la capacità di raggiungere 15 Km/h di velocità massima. Il prezzo di mercato, inoltre, è contenuto, mentre le dimensioni compatte permettono di riporlo con facilità, trasportandolo senza problemi in auto o sul bus.

Il segway

Il segway è un veicolo di micromobilità a metà strada fra l’hoverboard e il monopattino elettrico. Risulta molto facile da manovrare, grazie alla presenza di un manubrio e ha un equilibrio meno precario. Può raggiungere una velocità di circa 20 Km/h, possiede inoltre un’autonomia che arriva sino a 40 Km a seconda del modello. Infine la manutenzione richiesta è minima. Il funzionamento di questo strumento è basato sul principio dell’auto-bilanciamento, dunque per spostarsi in modo sicuro e senza correre rischi è importante allenarsi e "prenderci la mano" con il tempo.

Il monowheel

Il monowheel è un monociclo elettrico costituito da un motore collegato a una ruota, un giroscopio e una batteria. Questo veicolo autobilanciato è costruito in modo che il mezzo tenda sempre a ritornare al punto di equilibrio. Ciò significa che se il guidatore si sbilancia in avanti o indietro, la ruota si muoverà per seguirlo. La guida, nonostante le premesse, risulta abbastanza semplice, anche se è necessario un po’ di allenamento. Il mezzo è leggero, facilissimo da trasportare e con una buona autonomia.

La bicicletta elettrica

Le e-bike rappresentano il simbolo della mobilità urbana sostenibile. Permettono infatti di coprire anche lunghe distanze in modo sostenibile. Queste biciclette funzionano con la celebre modalità della pedalata assistita, con un motore elettrico che si attiva con il movimento meccanico e si disattiva alla velocità di 25 Km/h. L’e-bike gode di un’autonomia che può arrivare fino a 100 Km, inoltre sul mercato sono disponibili tantissimi modelli a seconda delle esigenze e dell’uso che si sceglie di fare del mezzo.

La micromobilità nelle città italiane

Negli ultimi anni la micromobità è diventata una realtà diffusa in moltissime città italiane. Sono tanti i contesti urbani che, seguendo il consiglio del legislatore, hanno deciso di adattarsi a questo cambiamento, rispondendo in maniera immediata. Da Milano a Bologna, sino a Roma, Firenze, Bologna e Bari, in moltissime metropoli sono disponibili servizi di sharing mobility che consentono di affittare mezzi di micromobilità, come monopattini elettrici oppure e-bike. Sono state inoltre create numerose aree di parcheggio per questi veicoli in alcuni punti nevralgici e in prossimità delle fermate di bus e metro per facilitarne l’uso. Il cambiamento è appena iniziato e molte città si stanno ancora adeguando, impegnandosi nella creazione di infrastrutture che possano favorire la diffusione di questi veicoli, creando una nuova visione della mobilità.

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