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Misteriose cupole apparse sulla Luna: cosa sappiamo (e cosa non torna)

La Luna e uno dei suoi misteri più enigmatici: sulla sua superficie sono apparse delle cupole, le Gruithuisen Domes, e gli scienziati non sanno come sia possibile.

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L’ultimo anno ha visto la Luna protagonista di una nuova sensazionale spedizione spaziale, volta a scandagliarne i misteri più profondi. Ma tra questi ce n’è uno che ancora non trova risposta: le Gruithuisen Domes, delle cupole apparse sulla superficie lunare di cui si sa davvero poco e che rappresentano un vero enigma geologico. Come si sono formate? Di cosa sono fatte? E cosa non torna?

Cupole apparse sulla superficie della Luna

“Le Gruithuisen Domes sono un enigma geologico“, si legge sul sito della NASA dedicato al nostro satellite. E non è di certo un eufemismo definirle in questo modo. Grazie ad alcune recenti osservazioni a opera del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), gli astronomi sono stati in grado di osservare per la prima volta anche altri fenomeni inspiegabili sulla superficie della Luna, come il doppio cratere, le ombre lunari e perfino dei “ghiacciai“.

Stando a una prima ipotesi sulla formazione di queste cupole apparse sulla Luna, si tratterebbe di cumuli di magma ricco di silice e simile al granito per composizione e consistenza.

Quel che colpisce delle cupole di Gruithuisen è che hanno una forma ben definita e sembrano, di fatto, distinte dalla superficie su cui poggiano, che è fatta principalmente di sedimenti di lava basaltica indurita. Due materiali molto diversi tra loro: la lava basaltica è liquida e molto fine e scorre come l’olio per motori, mentre la lava silicica è più spessa e ha la consistenza del burro di arachidi.

Alla luce delle prime osservazioni, quindi, gli astronomi hanno concluso che questa lava più densa, non trovando modo di scorrere con facilità sulla superficie lunare, si sia nel tempo accumulata e sedimentata creando delle strane cupole.

Il mistero delle cupole di Gruithuisen

C’è solo un piccolo problema che ancora gli scienziati non sono riusciti a spiegare: come è possibile che sulla Luna si possano formare questi cumuli di lava silicica? Conosciamo questo tipo di magma perché sulla Terra è piuttosto comune, dato che affinché si formi occorrono due “ingredienti” che non mancano sul nostro Pianeta: l’acqua e l’azione della tettonica a placche. Elementi di cui la Luna è sprovvista, come ben sappiamo, e ragion per cui è difficile spiegare attualmente con i dati a nostra disposizione come sia possibile tale fenomeno.

Date le poche le informazioni a disposizione, il mistero delle cupole di Gruithuisen si infittisce. Gli astronomi sono concordi, però, nell’affermare che l’unico modo per trovare una risposta alle loro domande sia visitare letteralmente le cupole, prelevarne dei campioni e analizzarli in laboratorio. E mentre la missione Artemis I ha lanciato la navicella Orion attorno alla volta dell’orbita lunare, la NASA ha già in mente un progetto importante (e costosissimo) proprio per studiare le misteriose cupole: la Lunar Vulkan Imaging and Spectroscopy Explorer verrà lanciata nel 2026 per studiarne la composizione chimica e costerà ben 35 milioni di dollari.

“Utilizzeremo una serie di strumenti su un lander e un rover per studiare la composizione delle cupole – ha spiegato il professor Donaldson Hanna -, inclusa la composizione e le proprietà della regolite e dei massi e come la polvere lunare risponde al lander e al rover mentre esplora la cupola vulcanica. C’è potenzialmente un tesoro di conoscenze in attesa di essere scoperto, che non solo ci aiuterà a ottenere nuove informazioni sulla futura esplorazione robotica e umana della Luna, ma potrebbe anche aiutarci a capire meglio la storia del nostro Pianeta e di altri pianeti del Sistema Solare”.

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