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SCIENZA

La nuova teoria su Marte mette in discussione tutto

C'è una nuova teoria, rivoluzionaria, su Marte: secondo alcuni scienziati francesi il movimento dei ghiacciai sarebbe stato lento e costante

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I ghiacciai di Marte Fonte foto: NASA

Immaginare Marte come la nostra Antartide attuale può far storcere il naso a molti. Come è possibile che un pianeta attualmente dominato da una fitta polvere rossa fosse l’opposto tantissimi anni fa? In passato gli scienziati erano convinti che i ghiacciai marziani fossero rimasti congelati nel tempo, ora bisogna invece lasciare spazio a una teoria molto diversa.

Se n’è fatta portatrice Anna Grau Galofre che lavora presso il Laboratoire de Planétologie et Géosciences presso la Nantes Université in Francia. Il suo studio è stato appena pubblicato in via ufficiale e promette di rivoluzionare per sempre quelle che sono state le certezze sul pianeta rosso, sempre al centro di misteri e dubbi mai chiariti.

In pratica, questi ghiacciai di Marte non sarebbero rimasti “immobili”, anzi per la dottoressa Grau Galofre sarebbero stati in costante movimento. Non bisogna immaginare una velocità sostenuta, anzi gli spostamenti sarebbero avvenuti molto lentamente e si possono dunque fare dei paragoni con la Terra. Dalle nostre parti i movimenti del ghiaccio hanno dato vita a paesaggi da sogno come quelli del Nord America e dell’Europa settentrionale. Marte invece non avrebbe “vissuto” un’erosione glaciale su larga scala, persino in quelle aree in cui ci sono testimonianze di una glaciazione diffusa. La morfologia sarebbe mutata al massimo con creste e canali poco profondi e ondulati. Come si è arrivati una conclusione scientifica di questo tipo?

Calotte glaciali su Marte

La professoressa francese e il suo team si sono concentrati su alcuni modelli ad hoc di calotte glaciali, tutte uguali. Gli stessi sono stati poi osservati mentre venivano sottoposti alle condizioni della Terra e a quelle di Marte. Gli scienziati si sono quindi accorti che è la gravità del nostro pianeta a far accumulare l’acqua del disgelo al di sotto di un ghiacciaio, invece di un drenaggio immediato. Il liquido che si forma rende possibile un più veloce spostamento da parte dei ghiacciai, un po’ come se si avesse a che fare con l’aquaplaning quando si è in macchina.

Eccessiva lentezza su Marte

Su Marte avviene qualcosa di diverso. La gravità del pianeta rosso è senza dubbio inferiore rispetto alla Terra e il drenaggio dell’acqua accumulata è più rapida. Il liquido in questione che va a finire sotto al ghiaccio non è in quantità eccessive ed è per questo motivo che i ghiacciai marziani si muovono così lentamente. Secondo gli esperti, per una velocità maggiore sarebbe stato sufficiente uno “stress” in grado di compensare la gravità più debole. A fare la differenza, poi, potrebbe essere stata anche la deformazione da scorrimento, il fenomeno che ha luogo quando la temperatura e la pressione del ghiaccio deformano quest’ultimo.

Questa deformazione non è molto diffusa sulla Terra, a differenza di Marte, in cui ci sarebbe stata un’influenza determinante da parte di questa velocità extra. Qualcosa di simile a quello che si verifica sul pianeta rosso si ritrova nell’Artico, in cui il terreno che si trova al di sotto di alcuni ghiacciai non mostra alcun tipo di “abrasione”. È possibile, sempre secondo Grau Galofre, che i ghiacciai siano stati in passato una sorta di rifugio per la vita marziana primordiale, una ricostruzione affascinante e che ha bisogno di ulteriori approfondimenti.

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