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apple sede cupertino Fonte foto: Droneandy / Shutterstock
APPLE

Nuove accuse per Apple: cosa avrebbe fatto

Una nuova denuncia in Francia, accolta dalla Procura della Repubblica, vuole gettare luce su presunte pratiche di obsolescenza programmata da parte di Apple

Giuseppe Croce Giornalista

Peppe Croce, giornalista dal 2008, si occupa di device elettronici e nuove tecnologie applicate al mondo automotive. È entrato in Libero Tecnologia nel 2018.

La procura di Parigi ha annunciato lunedì che, in seguito alla denuncia presentata lo scorso dicembre dall’associazione francese HOP – Halte à l’obsolescence programmée (Stop all’obsolescenza programmata) è stata avviata un’indagine contro il gigante americano Apple.

La denuncia riguarda la scarsa riparabilità dei dispositivi Apple e le indagini sono state affidate al dipartimento investigativo nazionale della Direzione generale per la concorrenza, i consumatori e il controllo delle frodi (DGCCRF). Lo ha riferito la stessa procura della Repubblica francese.

Il pairing al centro dell’indagine

HOP ha presentato una denuncia e ha fornito le presunte prove dei danni causati dalla sempre più diffusa pratica della “serializzazione” o “pairing“.

Secondo quanto scritto da HOP, e condiviso dal pubblico ministero francese come punto di partenza per le indagini, poiché i numeri di serie dei pezzi di ricambio di Apple vengono associati ad un chip presente su ogni singolo smartphone, per l’azienda di Cupertino è molto facile riuscire a impedire le riparazioni a tecnici non autorizzati o limitare le prestazioni o le funzioni di uno smartphone riparato con componenti non originali.

Secondo l’associazione “Questa pratica ha recentemente interessato le parti più frequentemente soggette a guasti (schermo, batteria, fotocamera, ecc.)“. Hop ha presentato come prova alcuni casi di questo tipo, che si sono verificati con i dispositivi di alcuni utenti.

Questi, dopo aver sostituito un componente originale con uno generico si sono ritrovati con il dispositivo fermo poiché non risultava autorizzato dal software Apple.

Questo sistema viene denunciato da HOP come esempio di obsolescenza programmata: i device vengono fatti “invecchiare” precocemente, poiché è di fatto impedita la riparazione che potrebbe assicurare loro ancora molti anni di vita.

Obsolescenza programmata vietata in Francia

La Francia è stata il primo Paese al mondo ad aver reso l’obsolescenza programmata un reato, attraverso l’articolo 441-2 del Codice del Consumo. Dal 2015, il reato di obsolescenza programmata è punito con due anni di reclusione, una multa di 300.000 euro, che può arrivare fino al 5% del fatturato dell’azienda, e il divieto di vendere i prodotti.

Garantire il diritto alla riparabilità

Ha scritto HOP nel suo comunicato: “In occasione della visita a Parigi di Tim Cook, CEO di Apple tra un mese per l’evento VivaTech, HOP chiede al produttore di smartphone di garantire il diritto alla riparabilità dei suoi dispositivi in una sincera logica di economia circolare“.

Ma oltre all’appello, saranno ora i commissari del DGCCRF a indagare mentre toccherà alla Procura della Repubblica emettere il verdetto e l’eventuale multa che potrebbe essere salatissima.

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