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oneplus oppo Fonte foto: Jack Skeens / Shutterstock
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OnePlus e Oppo si fondono: cosa cambia per gli utenti

OnePlus e Oppo si uniscono: il matrimonio è stato spiegato dal CEO sul forum ufficiale, ecco pro e contro di un passaggio epocale.

Prima, nel gennaio scorso, la fusione tra i reparti di ricerca e sviluppo di Oppo e di OnePlus. Adesso l’operazione si completa con la fusione tra OnePlus e Oppo, che è ufficiale. “Inizia un nuovo viaggio" recita l’immagine con cui l’azienda nata pochi anni fa sul proprio forum, la “piazza" virtuale di OnePlus, annuncia la fusione con Oppo.

OnePlus si è affrettata a specificare che la fusione non avrà ripercussioni sul suo software, sulla sua peculiare esperienza utente che negli anni gli ha fruttato un nutrito zoccolo di appassionati. Insomma, l’azienda si è preoccupata di infondere tranquillità ai suoi utenti nel bel mezzo di un passaggio epocale che la porterà ad essere ufficialmente un brand “sotto" Oppo pur mantenendo la sua indipendenza decisionale ed il suo carattere. Con il senno di poi, una piccola avvisaglia che qualcosa stesse andando in questa direzione la si era avuta lo scorso agosto, quando il CEO di OnePlus Pete Lau annunciò il suo ritorno in Oppo come senior vice president ed head of product strategy. Il cerchio, alla fine, si è chiuso.

Cosa cambia la fusione per gli utenti

Nel comunicato stampa sul forum, il CEO Pete Lau ha spiegato che questo passaggio garantirà maggiori risorse a OnePlus che le permetteranno di realizzare prodotti migliori, mentre l’altro macro vantaggio della fusione riguarderà la maggiore efficienza che potrà essere spesa, ad esempio, nel rilascio puntuale degli aggiornamenti software.

Per gli utenti, quindi, Lau ha assicurato soli vantaggi dall’operazione di fusione tra OnePlus e Oppo. Il brand continuerà nella sua mission di offrire al cliente il miglior prodotto possibile, anche e soprattutto in termini di esperienza d’uso.

I prodotti a marchio OnePlus continueranno ad esistere e ad essere ufficializzati in eventi separati da Oppo, quindi in tal senso non ci sarà alcuno stravolgimento rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni. Stesse sorti per la community OnePlus: manterrà il suo ruolo centrale nel raccoglimento del feedback sui prodotti, e si continuerà a tenere conto dei suggerimenti degli appassionati sulle strategie della società.

Alla luce di questo annuncio è facilmente spiegabile la presenza della Color OS di Oppo sui OnePlus 9 venduti in Cina, invece che della tradizionale HydrogenOS, ossia l’equivalente cinese della OxygenOS. Ciò che è certo perché sottolineato a chiare lettere dalla società è che la OxygenOS è e continuerà ad essere la UI di riferimento nei mercati occidentali, ma non è da escludere – fa sapere qualcuno – che in futuro potrebbe farsi largo qualche somiglianza tra le due interfacce utente del duo Oppo-OnePlus. Allo stato attuale, però, gli italiani che hanno comprato un telefono OnePlus continueranno a ricevere gli aggiornamenti della OxygenOS.

Sinergie in alcuni mercati

In alcuni mercati tuttavia, probabilmente quelli emergenti, alcuni prodotti OnePlus saranno venduti a marchio Oppo e viceversa, esattamente come succede già con i prodotti Xiaomi/Redmi/Poco. Del resto, a ben vedere, operazioni di questo tipo le si sono già viste in passato, con alcuni prodotti di OnePlus strettamente imparentati, per estetica ed hardware, con smartphone già presenti nei listini di Oppo.

Comunque, anche se le due società dovessero adottare delle sinergie di questo tipo, non dovrebbero riguardare i mercati occidentali dove OnePlus e Oppo si sono posizionate in modo chiaro raggiungendo una buona base di utenti affezionati.

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