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Perché il mio telefono diventa più lento con il passare del tempo?

A tutti è capitato di notare dei rallentamenti sul proprio smartphone dopo mesi o anni di utilizzo, ecco come possiamo risolvere questa situazione

telefono lento Fonte foto: fizkes / Shutterstock.com

Con il passare del tempo è facile dover fare i conti con un telefono che diventa sempre più lento. Le attività, che prima venivano completate in pochi istanti, ora richiedono più tempo. Le prestazioni calano e i lag diventano sempre più frequenti. Si tratta di un fenomeno comune a molti smartphone, legato in buona parte all’obsolescenza programmata che caratterizza tanti dispositivi elettronici.

Ci sono vari motivi per cui, nel corso del tempo, lo smartphone diventa più lento. Vediamo alcune delle principali cause di questo rallentamento e come fare ad attenuarlo il più possibile, prolungando la vita del proprio dispositivo e contrastando gli effetti dell’obsolescenza programmata.

Aggiornamenti

Il sistema operativo, Android o iOS, degli smartphone riceve aggiornamenti periodici. Questi aggiornamenti introducono patch di sicurezza, risolvono bug e aggiungono nuove funzioni al proprio dispositivo. Non di rado, però, gli aggiornamenti rallentano lo smartphone.

Questo accade per vari motivi oltre che per una minore ottimizzazione del software. Gli aggiornamenti, però, sono un “male necessario”, soprattutto per mantenere alto il livello di sicurezza del dispositivo. Bisogna sempre aggiornare il sistema operativo: in caso di rallentamenti, dopo un aggiornamento, è possibile formattare lo smartphone, ripristinando le condizioni di fabbrica.

Applicazioni

Lo stesso discorso fatto per il sistema operativo vale anche per le applicazioni. La maggior parte delle app più famose e più utilizzate, come Instagram, WhatsApp o Facebook, ricevono degli aggiornamenti costanti, su base mensile o addirittura settimanale.

Questi aggiornamenti hanno un doppio effetto: da una parte, infatti, le app occupano progressivamente più spazio e possono saturare il dispositivo; dall’altra, invece, le app diventano più complesse e ricche di funzioni, risultando più “pesanti” e, quindi, più difficili da gestire per il proprio telefono.

Le prime versioni dell’app di Facebook, ad esempio, erano molto più leggere ma caratterizzate da un numero ridotto di funzioni. Gli aggiornamenti, anche in questo caso, sono necessari e avere l’ultima versione dell’app è quasi obbligatorio, sia per poter utilizzare tutte le nuove funzioni che per motivi di sicurezza.

Per ottimizzare il funzionamento delle app, soprattutto dopo una serie di aggiornamenti, può essere utile svuotare la cache. Si tratta di una procedura che, su dispositivi Android, può garantire una marcia in più sia all’app che, più in generale, al proprio smartphone. Svuotando la cache, infatti, è possibile eliminare una delle cause del rallentamento di un dispositivo.

App in background

Uno dei motivi che possono causare un rallentamento del telefono nel corso del tempo è legato alle app in background. Quando si hanno molte app installate, alcune di queste restano sempre attive in background. Con i vari aggiornamenti, le app richiedono sempre più memoria RAM (per gestire più funzioni).

Un telefono con una memoria RAM saturata risulterà più lento di uno con una memoria RAM libera. Non potendo espandere la RAM, quindi, la soluzione è utilizzare meno app o individuare app più leggere e con un impatto inferiore sulla memoria del sistema.

Soprattutto per gli smartphone Android (dove il sistema richiede sempre tanta RAM disponibile), per evitare cali netti di performance, dovuti a troppe app in background, conviene puntare sull’acquisto di modelli con almeno 8-12 GB di RAM.

La memoria di archiviazione

Uno dei principali motivi alla base del rallentamento degli smartphone nel corso del tempo è legato a un progressivo riempimento della memoria di archiviazione. Per garantire un funzionamento ottimale, infatti, uno smartphone (ma questo vale anche per altri dispositivi) deve avere sempre tanto spazio di archiviazione disponibile.

È consigliabile, infatti, lasciare libero almeno un 10-20% dello spazio d’archiviazione disponibile per evitare un impatto negativo sulle prestazioni. Per questo motivo, quando si acquista un nuovo dispositivo può essere conveniente preferire una versione “sovradimensionata” per quanto riguarda la memoria di archiviazione.

Meglio puntare su dispositivi da 128 GB o addirittura da 256 GB. In questo modo, infatti, ci sarà tutto lo spazio necessario per installare applicazioni (e i relativi aggiornamenti) oltre che per archiviare foto e video senza registrare un calo delle prestazioni dovuto alla saturazione della memoria di archiviazione.

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