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Pesce messicano estinto torna a "vivere" Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Il pesce messicano estinto che è ricomparso dopo 18 anni

In Messico c'è un pesce che è tornato a "vivere" a 18 anni dalla sua estinzione: il progetto è stato reso possibile grazie alla popolazione locale

Servono 18 anni per diventare maggiorenni, ma anche per ricomparire all’improvviso dopo essere stati dichiarati estinti. È quanto accaduto a un pesce messicano dal nome simpatico, Tequila Fish, scomparso ufficialmente nel lontano 2003 e che invece ora è più vivo che mai. L’esemplare è tornato a solcare i fiumi del paese centro-americano di cui è tipico, come confermato da esperti e ambientalisti in queste ultime ore. Cosa è successo nello specifico? Quello del pesce tequila è l’esempio perfetto di come determinati ecosistemi e specie acquatiche possano essere salvati anche a distanza di molto tempo.

Come ha rivelato Omar Dominguez, docente dell’Università messicana di Michoacan, la reintroduzione del pesce non sarebbe stata possibile senza il contributo determinante della popolazione locale. Le persone che abitano nel luogo in cui è stata rilasciata la specie, infatti, sono impegnate nel monitoraggio costante della qualità dell’acqua dei fiumi e dei laghi. L’incredibile riapparizione è avvenuta nello Stato di Jalisco, celebre per alcune delle sue località balneari. La “vacanza” del pesce tequila è durata quasi due decenni ed è la prima volta che in questo paese si riesce a reintrodurre con successo una specie del genere, dunque l’esperienza diventerà un punto di riferimento per la conservazione locale.

Un progetto che è partito da lontano

Il progetto è stato lungimirante. Già nel 1998, cinque anni prima che il pesce messicano fosse dichiarato estinto, è stato avviato un progetto da parte dell’università: lo zoo di Chester, nel Regno Unito, ha fornito cinque coppie di pesci che hanno quindi dato vita a una colonia nuova di zecca nel laboratorio dell’ateneo messicano. Negli anni successivi, questa stessa colonia si è ampliata fino al risultato che è sotto gli occhi di tutti. La reintroduzione del Tequila Fish è stata caratterizzata dal rilascio di 40 maschi e 40 femmine in stagni artificiali, in modo che potessero abituarsi a un ambiente più selvaggio (con pesci potenziali concorrenti, predatori e parassiti per intenderci).

La nuova popolazione

Nel giro di pochi anni la popolazione è aumentata fino a 10mila unità, un numero davvero ragguardevole se si tiene conto dell’estinzione del 2003. La speranza è che questo esempio del pesce messicano possa trasformarsi nel modello per altre specie di acqua dolce che attualmente sono a serio rischio. La stessa sorte sta toccando all’achoque, una salamandra di lago dalle incerte proprietà curative di cui si stanno prendendo cura niente meno che delle suore, titolari di un allevamento in cattività. Tanti animali sono stati dichiarati estinti nel 2021, l’elenco però viene aggiornato anche eliminando alcune voci. Tornando a parlare del pesce tequila, in realtà il suo vero nome è molto più complicato.

La bevanda tipica messicana ha ribattezzato quello che è noto come Zoogoneticus. È ghiotto di plancton e larve di insetti e gli studiosi sono rimasti “affascinati” da casi non proprio rari di cannibalismo tra gli esemplari più giovani. Il fatto che alcuni di questi pesci si mangino tra loro non ha favorito l’estinzione, provocata più che altro dall’inquinamento delle acque messicane, per fortuna la storia di questa specie ha avuto un lieto fine. Se non altro si potranno evitare sul suo conto facili battute come “Tequila…visto?”.

Simone Ricci

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