Libero
SCIENZA

Il pianeta che minaccia la vita sulla Terra: lo dimostra un esperimento

Cosa accadrebbe se tra Marte e Giove ci fosse un altro pianeta simile alla Terra: un esperimento dimostra che le conseguenze sarebbero disastrose.

Studio sull'architettura del Sistema Solare Fonte foto: 123RF

Come mai nel nostro Sistema Solare non esistono pianeti di dimensioni intermedie rispetto quelli simili alla Terra e ai giganti gassosi come Nettuno? E perché c’è uno spazio sospetto completamente vuoto tra Marte e Giove? Sono alcune delle domande che si è posto il professor Stephen Kane, astrofisico dell’UCR di Riverside, in California. Munendosi di simulatori digitali, alla fine, il professor Kane è riuscito a rispondervi ma quel che ne è emerso non ha semplicemente colmato delle lacune planetarie: ha rivelato una vera e propria minaccia per la Terra.

Il pianeta che potrebbe minacciare la vita sulla Terra

Come si legge nell’articolo pubblicato sul Planetary Science Journal, l’astrofisico dell’UCR Stephen Kane si è posto alcune domande che da tempo interessano gli scienziati. Sono due notevoli lacune per quanto concerne le conoscenze sui pianeti e in particolare sul nostro Sistema Solare.

Prima di tutto si è concentrato sull’evidente e inspiegabile divario tra le dimensioni dei pianeti terrestri (come il nostro) e quelli gassosi, considerati i “giganti” del Sistema Solare. Basti pensare che il più piccolo di essi, Nettuno, è comunque quattro volte più largo e 17 volte più massiccio rispetto alla Terra. Non esiste, di fatto, un pianeta di dimensioni intermedie come accade altrove: “In altri sistemi solari – ha spiegato il professor Kane – ci sono molti pianeti con masse comprese tra questi due limiti, pianeti che noi chiamiamo super-Terre“.

Il secondo punto è altrettanto interessante e si concentra su un’altra domanda cruciale: come mai tra Marte e Giove non c’è un altro pianeta, considerato lo spazio “vuoto” tra di essi? La risposta a questi grandi interrogativi è stata sorprendente e al contempo inquietante: se esistesse questo famigerato pianeta, sarebbe in grado di spingere via la Terra dal nostro Sistema Solare, ponendo fine alla vita su di essa.

L’esperimento del professor Kane sulla “pericolosa” super-Terra

Per giungere a tale conclusione il professor Kane si è servito di alcuni programmi avanzati di simulazione digitale. Ponendo tra Giove e Marte questo ipotetico pianeta terrestre (una super-Terra), ha calcolato che gli effetti della sua presenza sarebbero disastrosi. Essendo Giove molto più grande di tutti gli altri pianeti del Sistema Solare, con una massa 318 volte maggiore rispetto a quella della Terra, influisce sulla forza gravitazionale in modo profondo.

Qualsiasi altro pianeta o anche un corpo celeste di passaggio e qualsiasi altro oggetto celeste con massa e posizione specifiche, potrebbe “disturbare” l’equilibrio del Sistema Solare, modificandone la struttura: l’esperimento ha dimostrato come questo pianeta immaginario sarebbe in grado di dare “una spinta a Giove che è appena sufficiente per destabilizzare tutto il resto” e che la sua presenza potrebbe addirittura espellere Terra, Venere e Mercurio dal nostro Sistema Solare.

Ma gli effetti dell’ipotetica super-Terra non finiscono qui. Non solo potrebbe destabilizzare le orbite di Urano e Nettuno, ma cambierebbe forma a quella del nostro Pianeta rendendo impossibile la vita su di esso. Il professor Kane ha provato a modificare le caratteristiche della super-Terra, riducendone la massa per stabilire se potesse “sopravvivere” in condizioni diverse dall’ipotesi iniziale, ma il risultato è stato comunque “distruttivo”. Basterebbero piccoli movimenti per destabilizzarlo e il nostro Sistema Solare, per come lo conosciamo, avrebbe comunque vita breve.

Questi risultati hanno dimostrato ancora una volta quanto sia delicato e sottile l’equilibrio che tiene insieme i Pianeti che orbitano attorno al Sole: “Il nostro sistema solare è più finemente sintonizzato di quanto pensassi – ha spiegato Kane -. Tutto funziona come gli intricati ingranaggi di un orologio. Mettendo più ingranaggi, tutto si rompe”.