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Invasione in Italia: questo insetto giapponese sta distruggendo le coltivazioni. Ecco dove

Un insetto altamente infestante sta distruggendo le colture italiane: si chiama Popillia Japonica e questi sono i danni che provoca

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Sì, sta succedendo davvero: in Italia si sta diffondendo un insetto particolarmente dannoso e aggressivo che sta destando enorme preoccupazione. Il suo bersaglio sono piante, fiori e frutti destinati al consumo umano, cosa che sta provocando gravi contraccolpi all’agricoltura.

L’invasione in Italia: dov’è l’insetto?

Partiamo immediatamente dal nocciolo della questione: dove si trova al momento questo insetto infestante, in Italia? Attualmente sta attaccando, depredando e devastando diverse coltivazioni in Lombardia e Piemonte, prendendo di mira in primis gli alberi da frutto (ciliegi, susini, albicocchi) e gli arbusti da bacca (soprattutto il mirtillo). La sua azione però non si “limita” a questo, perché la Popillia japonica trova succulente anche le viti e non disdegna le coltivazioni di mais e soia.

Se già i danni a queste due regioni sono più che sufficienti per lanciare un vero e proprio allarme, pare che negli ultimi giorni l’insetto sia stato avvistato anche in Emilia-Romagna, Val d’Aosta e Trentino. La sua presenza ha portato a un’intensificazione di tutte le aree coltivate per evitare che i focolai passino dall’essere emergenze gestibili per mezzo di appositi strumenti di controllo a vere e proprie crisi di livello grave.

Che cos’è la Popillia japonica e quali sono i suoi danni

Scendiamo adesso nel dettaglio e conosciamo questo insetto: che cos’è la Popillia Japonica? Si tratta di un coleottero originario del Giappone, riconoscibile per la forma ovale e per il suo colore, che va dal bronzo al rame. ha anche delle bande di peli bianco-grigiastre ben visibili ed è lungo da 8 a 11 millimetri e largo da 5 a 7 millimetri. La sua presenza in Italia è preoccupante perché questo insetto riesce a nutrirsi di circa 300 piante diverse, mangiando praticamente qualsiasi cosa.

Nella sua fase adulta, la Popillia Japonica si muove per altro in gruppo. Immaginate, dunque, un vero e proprio sciame che posandosi su frutti, fiori e foglie li lascia privi di vita, danneggiandoli profondamente: le foglie mangiate vengono ridotte all’osso, con solo le nervature visibili e se ciò non fosse sufficiente, quando questi insetti depongono le uova e queste si schiudono, lasciando fuoriuscire le larve, proprio queste ultime si attaccano alle radici delle piante divorandole anche dalla base.

L’arrivo dell’insetto e come combatterlo

Alla luce di tutto questo e sapendo che l’insetto viene dal Giappone, potremmo (legittimamente) chiederci come ha fatto ad arrivare in Italia. Va da sé che, nonostante le ali, non possa aver attraversato tutti i chilometri volando. In effetti, il suo arrivo è spiegabile in modo molto più semplice, tenendo conto del fatto che a trasportarlo sono stati, molto probabilmente, proprio gli esseri umani. Come?

Secondo gli esperti, è possibile che l’insetto si sia intrufolato in una serie di merci destinati alla Penisola o che si sia introdotto all’interno di veicoli per i trasporti internazionali. Una volta arrivato a destinazione, ha trovato terreno fertile in cui nutrirsi, riprodursi e proliferare. Per questa ragione, è stato etichettato come insetto esotico invasivo, portato proprio dall’uomo al di fuori del suo habitat. Ma come combatterlo?

La lotta alla Popillia Japonica è, in realtà, una faccenda che deve essere gestita dalle autorità: sono Servizio Fitosanitari Regionale a monitorare la sua diffusione. In generale, se lo si trova sulle proprie piante si possono pulire con acqua e sapone, che per l’insetto è tossico.

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