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C'è un problema con l'acqua frizzante. l'allarme: "Una vera emergenza" Fonte foto: 123RF
SCIENZA

C'è un problema con l'acqua frizzante. l'allarme: "Una vera emergenza"

Secondo alcune aziende l'anidride carbonica che serve per rendere frizzante l'acqua è diventata introvabile, creando problemi seri a tutto il comparto

Da anni sentiamo parlare di Co2: ne emettiamo troppa, che resta intrappolata nell’atmosfera, contribuisce al surriscaldamento globale, che fa sciogliere i ghiacci e uccide le specie viventi.

Ora invece ci stanno dicendo che non c’è abbastanza Co2 a disposizione. Che cosa sta succedendo?

L’allarme acqua frizzante

A segnalare la difficoltà è stato Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna, il più grosso produttore di acqua oligominerale da bere in Europa. Bertone si è fatto portavoce di una intera catena del settore, fatta di decine di aziende piccole e grandi che hanno tutte lo stesso problema: non si trova anidride carbonica per rendere frizzanti l’acqua e le altre bevande.

Perché sì, le bollicine che sentite sulla lingua bevendo acqua gasata, bevande zuccherate o un bicchiere di Coca Cola in una di queste calde giornate estive, altro non sono che anidride carbonica. "Ma oggi la Co2 è introvabile, siamo disperati" ha spiegato Bertone. A queste difficoltà, secondo l’amministratore delegato, si devono aggiungere anche problemi legati alla siccità, all’aumento dei prezzi e ai costi dell’energia. Inoltre, anche trasportare la Co2 è difficile, perché servono camion o vagoni che siano in grado di portare bombole o cisterne refrigerate a -80 gradi.

Il problema in realtà si trascina da un po’, e in particolare dalla fine dell’anno scorso. Ma non aveva mai raggiunto livelli record come in questo momento, tanto che le aziende di acqua in bottiglia lanciano un allarme: di questo passo, se non si trova altra anidride carbonica, una volta finiti gli stock in magazzino l’acqua frizzate scomparirà dagli scaffali dei supermercati. Forse dobbiamo preparare una missione per andare a prendere l’anidride carbonica congelata che c’è sulla Luna?

Come finisce l’anidride carbonica nell’acqua che beviamo

L’acqua gasata, ovviamente, non si trova in natura. Si tratta di normalissima acqua naturale (o liscia che dir si voglia) a cui viene aggiunta proprio la Co2, tramite un processo che si chiama carbonazione.

Come tutto quello che entra a contatto con l’uomo e con il suo sistema digerente in particolare, anche l’anidride carbonica che troviamo in natura deve essere purificata e sciolta sotto pressione, prima di finire nell’acqua del supermercato.

Ma allora perché c’è così poca Co2? Da dove viene questa crisi? Il problema è che l’anidride carbonica non viene usata solo per rendere frizzante una bibita, ma anche in tanti altri ambiti. Serve per la conservazione e la preparazione dei surgelati o, per esempio, della verdura in busta. O anche per impedire la crescita di batteri e muffe. Ma soprattutto viene usato in sanità.

E, come sempre in questi ultimi due anni, tutto riporta alla pandemia: le industrie che si occupano del processo di carbonazione hanno spiegato che gran parte della loro produzione è passata dal settore alimentare a quello sanitario, che in questi due anni di pandemia ha avuto bisogno di dosi maggiori di Co2.

Forse dovremo abituarci a non bere più acqua frizzate, o forse si troverà una soluzione: quello che è certo è che l’anidride carbonica ha degli usi interessanti e validi, che magari spesso ignoriamo.

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