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C'è qualcosa che protegge il cuore della Terra: ed ecco che cos'è Fonte foto: 123rf
SCIENZA

C'è qualcosa che "protegge" il cuore caldo della Terra: straordinaria scoperta

C'è qualcosa, che finora non era stato rilevato, tra il mantello superiore e quello inferiore della Terra. E questo qualcosa provvede a proteggere il cuore del pianeta

C’è qualcosa che avvolge il centro della Terra, qualcosa che sembra proteggerlo e fargli da scudo. Ebbene sì, ci sono voluti decenni per arrivare a questa conclusione, ma ora, grazie a uno studio internazionale, è stato dimostrato che un elemento naturale occupa la zona di transizione tra il mantello superiore e inferiore del pianeta. Di quale elemento si tratta? Dell’acqua.

Questa scoperta è straordinaria per più ragioni. In primis perché, appunto, dimostra che l’acqua funge da "scudo" per quelle che sono le caldissime zone centrali del globo, ma anche perché conferma che il ciclo dell’acqua include anche l’interno della Terra, cosa che fino ad adesso era solo una teoria.

Lo studio sull’acqua tra gli strati della Terra

A portare avanti lo studio sulla presenza dell’acqua nei pressi del centro della Terra è stata una squadra di ricercatori italo-tedesca-americana. Il luogo di studi centrale è stato l’Istituto di Geoscienze della Goethe University di Francoforte, che ha messo a disposizione del team una serie di strumenti all’avanguardia, in grado di analizzare qualcosa di molto, molto specifico. Cosa? Un raro diamante che si è formato ben 660 metri sotto la superficie terrestre.

Gli studi sul diamante, svolti utilizzando tecniche tra cui la spettroscopia Raman e la spettrometria FTIR, hanno confermato che l’acqua oceanica penetra nella crosta terrestre, accompagnando le lastre in subduzione e fermandosi nella cosiddetta zona di transizione che, come accennavamo, separa gli strati superiori e quello inferiori del nostro pianeta. Questa zona si trova a una profondità che va tra 410 e 660 chilometri, dove la pressione diventa responsabile della creazione dei diamanti.

L’acqua e i movimenti delle rocce

Ma come mai l’acqua dovrebbe proteggere il cuore della Terra? Secondo il team di scienziati, la sua presenza in enormi quantità, coniugata alla pressione, provoca appunto delle trasformazioni minerali che ostacolano notevolmente i movimenti delle rocce presenti negli strati inferiori e delle masse che spingono per salire in superficie.  Ora, il fatto che ci sia questa zona di transizione e che l’acqua la permei, indica che è proprio grazie a questo elemento che le placche si muovono in un determinato modo.

Dunque, sarebbe proprio l’acqua a far sì che il loro moto non sia troppo traumatico, evitando catastrofi naturali di grandi entità. Gli scienziati hanno specificato, peraltro, che fino a oggi non era neanche ipotizzabile quali fossero gli effetti a lungo termine delle trasformazioni che avvengono nella zona di transizione, mentre adesso sembra chiaro che diano una certo tipo di stabilità al pianeta.

Le analisi e l’oceano al centro della Terra

E non è tutto qui. Lo studio portato avanti dall’Istituto di Geoscienze della Goethe University di Francoforte ha analizzato anche altri tipi di minerali (in particolare la wadsleyite e la ringwoodite), ritrovati sempre in profondità. È stato dimostrato che questi minerali possono immagazzinare grandi quantità di acqua, talmente grandi che si potrebbe ipotizzare la presenza di un vero e proprio oceano al centro della Terra, come ipotizzava Jules Verne.

Più verosimilmente, comunque, gli geoscienziati sostengono che non si tratti di un vero e proprio oceano ma minerali e rocce umidi, che assorbono l’acqua penetrata in profondità come una spugna. Agendo in tal modo, dimostrerebbero che il pianeta è in grado di movimenti dinamici che possono essere tamponati e riassestati, fornendoci nuove informazioni su come la Terra funziona.

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