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SCIENZA

Scoperta nuova specie di 400 milioni di anni fa: è la prima del suo genere

Da un fossile piccolissimo una scoperta sensazionale: un team di ricercatori ha descritto una nuova specie antichissima, la prima del suo genere.

Un team di ricercatori ha scoperto in Scozia una nuova specie che risale a oltre 400 milioni di anni fa. Ma no, non è affatto quello che potreste pensare: si tratta di un fungo patogeno, ben diverso da quelli studiati finora e di fatto il primo del suo genere che sia stato trovato. Una scoperta importante che aggiunge un ulteriore tassello a quanto conosciamo su questi organismi viventi, parte essenziale di molti ecosistemi.

Cosa sappiamo del primo fungo patogeno scoperto in Scozia

I funghi sono organismi viventi importanti per gli ecosistemi del Pianeta, tra i grandi “eroi” spesso bistrattati del mondo naturale. Sono essenziali per il loro ruolo nel ciclo dei nutrienti e molti organismi dipendono proprio da loro per sopravvivere. Basti pensare a quelle specie di funghi che vivono tra le radici delle piante nelle cosiddette micorrize – con cui ci si riferisce al rapporto simbiotico tra fungo e radici, appunto -, in cui aiutano la pianta ad assorbire minerali in cambio di zuccheri. Un vero e proprio scambio che consente a entrambi di sopravvivere.

Esistono altre specie di funghi che, invece, svolgono la funzione importante di decompositori, cioè liberano i nutrienti contenuti in piante e animali morti di modo che possano tornare nell’ambiente. E poi ci sono loro, i funghi patogeni: queste specie provocano malattie sia nelle piante che negli animali (anche in noi umani). Ne è un esempio la chitridiomicosi, una infezione fungina provocata dal fungo chitride Batrachochytrium dendrobatidis che colpisce principalmente la cute degli anfibi, spesso con conseguenze letali.

Il nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications ci pone dinanzi a una scoperta importante perché il team di ricerca guidato dalla dottoressa Christine Strullu-Derrien ha trovato il primo precedente storico del mondo fungino, prelevando dei campioni dal Rhynie Chert in Scozia, un sito geologico ben noto agli studiosi: “Per trovare i funghi, formati da strutture così delicate, è necessario trovare un ambiente in cui tutto sia conservato in buone condizioni – ha affermato l’esperta -. Il Rhynie Chert custodisce alcuni dei fossili meglio conservati dei primi funghi, piante e artropodi di tutto il mondo, ed è particolarmente importante per catturare il momento in cui molte specie iniziarono a colonizzare la terra”.

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Potteromyces asteroxylicola, lo studio e la scelta del nome

Secondo il nuovo studio, questo fungo mai visto prima – chiamato Potteromyces asteroxylicola – è il primo del suo genere e sarà importante per comprendere l’evoluzione iniziale dei funghi e delle piante a essi associati. Analizzando alcuni vetrini conservati al Museo di Storia Naturale con un microscopio confocale, che crea immagini 3D a partire dall’unione di diverse immagini 2D di diverse parti di un campione, il team di ricerca è stato in grado di ottenere dettagli senza precedenti.

Di fatto si sono trovati di fronte a un fungo con strutture riproduttive, note come conidiofori, dalla forma e formazione insolite, diverse da qualsiasi cosa che avessero mai visto prima. Ma dal momento che l’aspetto dei funghi può differire molto da un individuo all’altro, il team ha dovuto trovare un altro esemplare per dimostrare che si trattava di una nuova specie a sé.

“Lavorare sui funghi fossili non è come lavorare sui dinosauri – ha affermato la dottoressa Strullu-Derrien -. Quando trovi un dinosauro un individuo può essere descritto come una nuova specie, ma per i funghi devi trovarne più di uno per essere davvero sicuro di avere qualcosa di unico. Ho trovato il primo esemplare di Potteromyces nel 2015, ma ci sono voluti anni prima di trovarne un altro in modo da poterlo descrivere”.

E il nome? La scelta non è stata affatto casuale: Potteromyces asteroxylicola è un omaggio a Beatrix Potter, autrice nota per libri come La storia di Peter Rabbit ma soprattutto grande amante dei funghi. I suoi disegni dettagliati di queste specie e lo studio della loro crescita erano molto avanti rispetto alla ricerca scientifica del tempo, nonostante non fosse una scienziata in senso stretto. “Il lavoro di Beatrix Potter non è stato riconosciuto mentre era in vita, ma molti micologi ora la vedono come una figura molto importante – ha spiegato l’autrice principale dello studio -. Per la prima volta ho avuto l’idea di dare il suo nome a un fungo molto tempo fa, quindi è un piacere essere finalmente in grado di realizzare questo progetto e fornire alla comunità scientifica l’apprezzamento che non ha ottenuto mentre era in vita“.

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