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SCIENZA

Nuova scoperta su un pianeta lontanissimo con una caratteristica unica

Un Giove caldo con una coda simile a quella delle comete: gli astronomi hanno scoperto qualcosa di unico sull'esopianeta WASP-69b.

Perché l'esopianeta WASP-69b ha la coda da cometa Fonte foto: Instituto de Astrofísica de Canarias - IAC

Tra tutti i pianeti osservati e studiati finora ce n’è uno con una caratteristica davvero unica. Si tratta di un esopianeta che orbita attorno a una stella distante 160 anni luce dalla Terra, di cui si è discusso durante l’ultimo meeting dell’American Astronomical Society, svoltosi a New Orleans dal 7 all’11 gennaio. Ci sono pianeti con nuvole di titani, altri su cui piovono tempeste di vetro e poi c’è WASP-69b, con una coda simile a quella di una cometa che è lunga oltre 563.000 km.

Il Giove caldo con la coda simile a una cometa

La scoperta di WASP-69b risale al 2018, quando per la prima volta i risultati delle osservazioni erano stati pubblicati sulla rivista Science. Allora il team di astronomi si erano serviti dello strumento CARMENES, installato sul telescopio dell’Osservatorio Calar Alto in Spagna, che “copre contemporaneamente la gamma di lunghezze d’onda visibili e il vicino infrarosso con un’elevata risoluzione spettrale”, come spiega l’IAC – Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie.

Grazie a CARMENES era stato possibile rilevare la composizione dell’atmosfera di WASP-69b, ma anche la presenza di particelle di elio che viaggiano a velocità tale da lasciare il campo gravitazionale del pianeta, allungandosi fino a formare una sorta di coda simile a quella delle comete, appunto. Essendo leggermente più grande di Giove, seppur meno denso, e orbitando molto vicino alla propria stella madre (ogni 3,9 giorni), il pianeta è stato classificato come Giove caldo.

Perché WASP-69b ha una lunghissima coda

Ma com’è possibile che questo pianeta abbia una coda di tale lunghezza? Un Giove caldo con una coda del genere – si stima che sia il 50% più lunga della distanza tra la Terra e la Luna – è qualcosa di decisamente raro. Innanzitutto, servendosi dei telescopi dell’Osservatorio Keck in cima al vulcano Mauna Kea delle Isole Hawaii, gli astronomi sono riusciti a ottenere un’immagine dettagliata di WASP-69b, confermando l’esistenza della coda – messa in discussione dalle primissime osservazioni – e calcolandone, appunto, l’insolita lunghezza. Così hanno dimostrato che “la coda di elio di questo pianeta si estende per almeno sette volte il raggio del pianeta stesso“.

Il processo che determina la formazione della coda dipende esattamente dall’estrema vicinanza del pianeta alla sua stella madre: “L’atmosfera del pianeta si riscalda fino a quasi 10.000°C e si gonfia. La materia più esterna viene intrappolata dal vento stellare e accelerata nello spazio, raggiungendo infine una velocità di 80.000 km all’ora“, spiega Robin George Andrews sul New York Times. Non tutti i Giove caldi hanno la coda, come ha spiegato Dakotah Tyler, dottoranda in astrofisica presso l’Università della California e autrice di uno studio pubblicato su The Astrophysical: “L’unico modo per ottenere la coda è avere un vento stellare eccessivo che la rimodella e la scolpisce, praticamente come una cometa“.

La perdita di massa atmosferica è un processo che interessa tutti gli esopianeti e i pianeti in generale – anche Marte, che si trova nel nostro Sistema Solare – e grazie a WASP-69b e alle sue caratteristiche gli astronomi potranno osservare in tempo reale come tale perdita si evolve nel tempo e, di fatto, quanto potrebbero essere comuni i pianeti come la Terra.