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SCIENZA

Trovati fossili “estremamente rari” dell’era giurassica: la scoperta eccezionale

Nel Glen Canyon, negli USA, sono stati ritrovati dei fossili estremamente rari: ecco la specie e cosa possono svelarci

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Ritrovamenti fossili giurassici Fonte foto: 123RF

Una scoperta sorprendente nel Lago Powell, che si muove tra due stati USA, Arizona e Utah. Si tratta di fossili appartenenti a una specie vissuta 200 milioni di anni fa in quest’area, i Trilodonti. Sono stati definiti resti estremamente rari, comprendenti crani e denti di decine di erbivori di medie dimensioni.

Stando alle ricostruzioni degli scienziati, si tratta di una specie che oggi paragonerebbero a dei roditori, per quanto giganteschi rispetto alle nostre abitudini. Per il tempo, invece, erano medi. Vivevano in comunità, nutrendosi di foglie, steli e radici, dimostrando grande capacità adattiva e resistenza. Si sono infatti sovrapposti ai dinosauri, riuscendo a sopravvivere dal Giurassico al Cretaceo. I loro resti sono stati rinvenuti in tutto il mondo. Ossa bloccate nel terreno per 180 milioni di anni, per poi essere scoperte in maniera fortunosa lo scorso marzo.

Una scoperta inattesa

In merito a questa scoperta sensazionale si è espresso Andrew Milner, paleontologo che cura il St. George Dinosaur Discovery Site, presso Johnson Farm. È stato lui ad aver notato per primo una serie di impronte nei pressi del campeggio allestito con altri scienziati la scorsa primavera.

In breve ci si è resi conto del potenziale della scoperta ma, al tempo stesso, del poco tempo a disposizione per effettuare i lavori necessari a riportare alla luce questi resti antichissimi. Il motivo è presto spiegato: lo scioglimento delle nevi avrebbe di lì a poco portato all’innalzamento del livello dell’acqua.

Gli scienziati hanno rapidamente dato il via alle operazioni, aspettandosi però soltanto delle impronte fossilizzate. Una volta sfondata la parte più esterna della cresta arenaria, si sono ritrovati dinanzi scheletri dell’era giurassica: “Stavamo impazzendo. Io sono caduto per l’eccitazione. Non riuscivamo a smettere di sorridere per tutto il tempo”.

Un ritrovamento che potrebbe rappresentare, però, soltanto il primo passo. Non tutti gli interventi sono stati svolti, ovviamente, dovendo cedere il passo alla natura. Rispettandone i tempi, ci si è ritrovati mesi dopo a rianalizzare l’area con attenzione. L’abbassamento del livello dell’acqua ha permesso di evidenziare nuovi strati di roccia che, stando ad alcuni elementi, potrebbero custodire “nuovi” tesori legati al mondo dei dinosauri.

L’enorme valore del Glen Canyon

Il ritrovamento dei resti dei Trilodonti potrebbe consentire la formulazione di nuove ipotesi sull’evoluzione dei mammiferi nel corso della storia terrestre. Ennesima conferma dell’enorme valore delle imponenti formazioni geologiche che circondano il lago Powell.

Sono ancora tantissimi, è facile ipotizzarlo, i resti archeologici all’interno del Glen Canyon, tra le aree più significative del National Park Service. Visitare questi luoghi vuol dire immergersi in un’antichissima storia. Un’area che ancora oggi custodisce perfettamente i resti di una delle più grandi estinzioni di massa del nostro pianeta.

Col passare del tempo si prevede che le condizioni paesaggistiche dell’area peggiorino, a causa del cambiamento climatico. Quest’anno gli studiosi hanno avuto a disposizione appena 120 giorni prima dell’azione di copertura totale dovuta allo scioglimento delle nevi. In questo storico sito gli scienziati proveranno per anni a studiare ogni residuo di roccia potenzialmente interessante, da esporre poi presso il Museo preistorico di Prince, nello Utah, dove si trova la maggior parte della collezione dell’area ricreativa di Glen Canyon.

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