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Twitter Blue ora costa meno con l'abbonamento annuale

La strategia di Elon Musk per rilanciare il social Twitter si fa sempre più chiara: guadagnare direttamente dall'app, senza passare dagli store di Apple e Google

In attesa che Elon Musk decida di allargare ad altri mercati la possibilità di abbonarsi a Twitter Blue, la versione a pagamento del social dell’uccellino, arrivano novità sul fronte dei prezzi: sono state ufficializzate le tariffe annuali, che permettono di risparmiare qualche dollaro rispetto all’abbonamento mensile. L’abbonamento a Twitter Blue, lo ricordiamo, per ora è attivo in Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Giappone.

Abbonamento Twitter: quanto si risparmia

L’abbonamento annuale a Twitter Blue per gli utenti di Stati Uniti e Regno Unito costerà 84 dollari/sterline all’anno, se sottoscritto via Web e non via app, contro un costo mensile, sempre via Web, di 8 dollari o 8 sterline. Si tratta, quindi, di un risparmio molto modesto, pari a 12 dollari all’anno, cioè appena 1 dollaro al mese.

La vera differenza, invece, si sente passando dall’abbonamento mensile a Twitter Blue sottoscritto via app (iOS o Android, il prezzo è uguale) all’abbonamento annuale sottoscritto e pagato dal sito Web di Twitter.

In questo caso, infatti, si passa da 11 dollari al mese (cioè 132 dollari in un anno) a 84 dollari. Ciò vuol dire risparmiare 48 dollari in un anno, che fanno 4 dollari al mese.

Differenze simili, se non superiori, si ottengono con l’abbonamento via Web in altri Paesi. In Australia, ad esempio, si passa da 19 dollari al mese abbonandosi via app (che fanno 228 dollari annui) a soli 135 dollari abbonandosi via Web per un anno, con un risparmio di ben 93 dollari.

Twitter contro Apple e Google

I 4 dollari risparmiati abbonandosi in USA a Twitter Blue via Web e non via app, in pratica, corrispondono al 30% di commissione che sia Apple che Google trattengono per ogni acquisto fatto tramite le app scaricate dai loro due store.

Proponendo un prezzo scontato del 30% per lo stesso servizio, ma sottoscritto dal sito e non dall’app, quindi, Twitter mette a nudo il sistema (ultra criticato da più parti) di monetizzazione degli app store e lancia un segnale forte agli utenti: pagate per i servizi di Twitter, non per l’intermediazione di Apple e Google.

La ruggine tra il colosso di Cupertino e il miliardario Musk, d’altronde, non è mai stata un mistero e in molte occasioni sono state sfoderate armi bianche come le minacce di rimozione dell’app di Twitter dall’App Store senza che però fosse chiarito il motivo.

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