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SCIENZA

Ucraina, hackerato il sito dell'agenzia spaziale russa Roscomos

Il collettivo hacker NB65 sostiene di aver hackerato il centro di controllo satelliti dell’Agenzia Spaziale Russa. Il fronte della guerra cyber si allarga

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Guerra Cyber in Ucraina: Anonymous contro la Russia Fonte foto: 123RF - jarretera

Il gruppo di hacker NB65, affiliato ad Anonymous, ha hackerato il centro di controllo dell’Agenzia Spaziale Russa, la Roscomos. E attualmente, il sito internet dell’agenzia non è raggiungibile, almeno al di fuori dalla Russia. Il direttore di Roscosmos Dmitry Rogozin nega categoricamente, ma il fronte cyber della guerra si allarga.

Il fronte cyber della guerra tra Russia e Ucraina

Il collettivo Anonymous aveva dichiarato guerra alla Russia già Giovedì, in seguito alla richiesta d’aiuto lanciata agli hacker di tutto il mondo da alcuni cittadini ucraini. È stato poi il Ministro dell’innovazione tecnologica Mykhailo Fedorov a rendere ufficiale la richiesta da parte del Governo Ucraino.

Anonymous ha risposto in poche ore, con un tweet in cui dichiarava “il collettivo Anonymous è ufficiamente in cyber-guerra contro il governo russo”. Nelle ore appena successive Reuters ha riportato pesanti attacchi al sito della Presidenza e del Governo russo, irraggiungibili da molte parti di Russia e Kazakistan. Sono stati poi attribuiti ad Anonymous anche i successivi attacchi alla rete televisiva russa RT ed altri canali d’informazione russa accusati di diffondere disinformazione.

Il giorno appena successivo alla dichiarazione di guerra, Anonymous rivendica una violazione del database del Ministro della Difesa Russo. Ma anche i siti del Parlamento e del Ministro degli Esteri ucraini sono stati presi d’assalto: il fronte della cyber-guerra conta oggi oltre 40 collettivi hacker sul campo di battaglia.

La maggior parte dei gruppi, tra cui Anonymous, sono schierati con l’Ucraina, ma ci sono anche collettivi di hacker impegnati sul fronte russo – il più famoso è forse quel Conti che ha appena subito un incredibile data breach da parte dei nemici. Non si tratta infatti soltanto di abbattere i siti web col classico Tango Down delle battaglie hacker DDos: gli schieramenti della cyber-guerra tra Russia e Ucraina stanno sferrando attacchi capaci di rubare e diffondere dati, non solo governativi.

Ma si può andare ancora oltre. Stando alle ultime notizie, alcuni gruppi starebbero puntando direttamente ad attaccare i sistemi di controllo delle infrastrutture: dai treni bielorussi ai satelliti e moduli russi in orbita sopra alle nostre teste.

La guerra vista da Roscosmos

Se quel che ha dichiarato il collettivo NB65 è vero, “la Russia non ha più il controllo sui propri satelliti spia”, come riportato su Twitter da AnonymousTV. A supporto dell’attacco informatico, gli screenshot di un’interfaccia grafica di login al “Sistema di Monitoraggio del Trasporto Spaziale” e alcune immagini che sembrano dimostrare l’accesso ai file del sistema.

“Tutti i nostri centri di controllo delle attività spaziali funzionano normalmente” ha immediatamente smentito Rogozin via Twitter. Il direttore dell’Agenzia non nega però che Roscomos stia subendo dei tentativi di attacco informatico, anzi. “Voglio avvertire coloro che stanno cercando di farlo che questo è un crimine”, ha dichiarato Rogozin alle agenzie di stampa russe, e ha ricordato che l’attacco al sistema di satelliti di un Paese “può costituire un casus belli”.

La dichiarazione arriva a poche ore dalla sospensione dei lanci della Soyuz e dall’ultimatum dato alla britannica OneWeb, che ha annunciato in queste ore non soltanto l’annullamento del lancio dei satelliti previsto per il 4 Marzo, ma anche la cancellazione di tutti i lanci previsti dal cosmodromo di Baikonur.

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