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WhatsApp sta per mandarci un nuovo messaggio

La Commissione Europea torna alla carica: WhatsApp deve chiarire cosa ne fa dei dati dei suoi utenti e se li condivide con aziende terze, gli utenti devono capire

La questione privacy di WhatsApp non è affatto chiusa: ad un anno dallo scoppio della polemica sulla nuova policy che l’azienda del gruppo Meta (che all’epoca era ancora Facebook) voleva imporre ai suoi utenti, adesso la Commissione Europea torna alla carica. Meta, così chiede la UE, deve essere molto più chiara con i suoi utenti.

In particolare Meta deve assicurarsi che gli utenti capiscano cosa succede quando accettano la privacy policy di WhatsApp, ma anche cosa succede quando non la accettano. Gli utenti, insomma, devono essere in grado di esprimere un consenso informato sul trattamento dei propri dati personali e devono poter scegliere cosa fare con WhatsApp. Sullo sfondo c’è sempre la stessa domanda: WhatsApp condivide i nostri dati con altre aziende per scopi pubblicitari? Anche a questa domanda Meta deve trovare un modo efficace di rispondere.

WhatsApp: cosa chiede la UE

Didier Reynders, commissario europeo della giustizia, spiega cosa la UE abbia chiesto a WhatsApp e a Meta: "WhatsApp deve garantire che gli utenti comprendano ciò che accettano e come vengono utilizzati i loro dati personali, in particolare se vengono condivisi con i partner commerciali. Mi aspetto che WhatsApp rispetti pienamente le norme dell’UE che tutelano i consumatori e la loro privacy".

Il riferimento è al famoso e fastidioso banner che WhatsApp ha imposto l’anno scorso a coloro che non accettavano la nuova privacy policy, un banner in cui si dicevano molte cose, ma poco comprensibili per l’utente medio.

Adesso WhatsApp ha tempo fino a fine febbraio per rispondere alla Commissione Europea e iniziare il "dialogo" su questo tema, in vista di una soluzione al problema.

Possiamo aspettarci, quindi, l’arrivo di un nuovo messaggio da WhatsApp, o un nuovo banner a tutto schermo, con il quale Meta ci dirà in modo più chiaro come gestisce i nostri dati.

WhatsApp: cosa è cambiato per la privacy

Se la UE ha chiesto a WhatsApp di essere più chiara nella gestione dei dati e della privacy degli utenti, è semplicemente perché quasi nessuno ha capito cosa cambia veramente con la nuova privacy policy di WhatsApp.

La cosa più importante, però, è che in Europa gran parte dei cambiamenti alla policy fatti da WhatsApp negli Stati Uniti non arriveranno: nel vecchio continente c’è il regolamento GDPR, che rende quasi impossibile trasferire i dati di milioni di utenti europei a soggetti terzi.

In buona sostanza, quindi, in Europa con la nuova privacy policy di WhatsApp cambia poco o nulla e WhatsApp stesso, dice la Commissione, lo deve dire in modo chiaro ai suoi utenti. In questo modo, qualora dovesse cambiare realmente qualcosa di importante, l’utente sarebbe in grado di capirlo da solo e scegliere se accettare o rifiutare.

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