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Anche il Brasile vuole gli iPhone con USB-C e il caricatore universale

Anche il Brasile pensa a una ricarica universale per smartphone con USB-C e propone ai suoi cittadini una consultazione pubblica: riguarda solo gli smartphone, ma anche gli iPhone di Apple

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Caricabatterie unico USB-C Fonte foto: shutterstock

Anche il Brasile si interroga sulla necessità di introdurre una legge che renda obbligatorio per gli smartphone il caricatore unico USB-C. Per ora è una proposta che parte dall’agenzia di regolamentazione Anatel che con una consultazione pubblica sta chiedendo ai circa 215 milioni di cittadini brasiliani se vogliono avere, come accade in Europa, un caricatore universale per i loro smartphone, inclusi gli Apple iPhone.

Appena un mese fa, l’Europa ha approvato la Radio Equipment Directive che impone che entro 24 mesi tutte le aziende di elettronica dotino i loro dispositivi medio piccoli di un unico standard per la ricarica, ossia un caricatore unico di tipo USB-C. In Europa, dunque, entro il 2024 avremo un unico caricabatterie per smartphone e cellulari, tablet, e-reader, auricolari, fotocamere digitali, cuffie, console per videogiochi e altoparlanti portatili, dispositivi molto diversi tra loro ma che saranno ricaricabili tutti tramite USB Type-C, indipendentemente dal produttore. In Brasile, la proposta, invece è limitata ai soli smartphone.

Il caricabatterie unico piace a Brasile e Stati Uniti

Oltre all’UE dove è ormai in dirittura d’arrivo la regolamentazione sul caricabatterie unico, che ha incluso anche i laptop (il tempo di adeguamento però è stato prolungato di altri 16 mesi), anche gli Stati Uniti si stanno chiedendo se adottare questa soluzione che aiuta sia l’ambiente (meno rifiuti elettronici RAEE) sia i cittadini che vanno a risparmiare sugli acquisti.

In Brasile invece l’agenzia Anatel è andata già più avanti rispetto agli Stati Uniti e ha pubblicato la consultazione pubblica 45/2022. L’obiettivo è misurare l’opinione di cittadini e aziende che hanno tempo fino al 26 agosto per esprimere il loro parere sullo standard dell’unico caricabatteria che diventerebbe obbligatorio solo per i piccoli dispositivi.

Inoltre Anatel vorrebbe standardizzare anche il protocollo di ricarica, non solo il connettore, indicando, nel manuale dello smartphone, la potenza minima richiesta e se è supportata la ricarica rapida.

Apple pensa alla ricarica wireless

Apple è sempre stata contraria al progetto di unificazione delle ricariche sostenendo che questo tipo di uniformità è contrario all’innovazione, perché elimina la concorrenza. Cioè quella fatta dalla sua ricarica Lightning all’USB. Concorrenza e innovazione a parte, però, c’è da essere chiari: l’USB è uno standard aperto, il Lightning è uno standard proprietario di Apple.

Quindi Apple guadagna del denaro su ogni dispositivo compatibile con lo standard Lightning, ma lo stesso non vale con gli accessori USB per iPad e iPhone.

Il progetto però renderebbe obbligatoria la porta USB di tipo C solo per gli smartphone che supportano la ricarica cablata. Quindi, i telefoni con ricarica wireless sono stati di fatto esclusi anche dalla normativa brasiliana.

Da tempo, tra l’altro, si parla di un possibile futuro iPhone senza porte. Una idea che inizialmente sembrava finalizzata a migliorare l’impermeabilità dei dispositivi, mentre adesso assume un carattere completamente diverso: se l’Europa, gli USA e il Brasile impongono la ricarica cablata “libera“, Apple risponde con quella wireless proprietaria.

 

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