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Android, in arrivo la modalità ultra-efficienza: cosa cambia

Un ingegnere di Google ha proposto una modifica al codice sorgente di Android per diminuire il consumo di energia. Ecco cosa cambia

12 Febbraio 2020 - Gli acquirenti di smartphone hanno ormai le idee chiare: i cellulari, specialmente i top di gamma, devono essere belli da usare, potenti, con un grande e luminoso schermo e la batteria deve durare il più possibile. Il minimo tollerato è un’intera giornata, almeno quando il device è nei suoi primi anni di vita. Ma per ottenere tutte queste cose insieme è necessaria una batteria grande, costosa, ingombrante e pesante. Oppure un’ottimizzazione software di alto livello.

Google, l’anno scorso, ha presentato il suo smartphone Pixel 4 e tutti si sono chiesti come mai il nuovo device avesse una batteria persino inferiore a quella del precedente Pixel 3: 2.800 mAh contro 2.915 mAh (cosa diversa per il Pixel 4 XL, che ha più batteria del Pixel 3 XL). Alle domande sul perché avesse fatto questa scelta tecnica Google ha sempre risposto dicendo che i suoi smartphone sono ultraottimizzati e non hanno tutte quelle app inutili che drenano batteria, che invece si trovano pre-caricate sulla maggior parte dei dispositivi Android. Il problema, però, è che gli utenti dei Pixel 4 a fine serata ci arrivano quasi sempre con lo smartphone spento. Con il prossimo Pixel 5, o con Android 11, potrebbe però arrivare una novità: l’Ultra Low Power Mode.

Android: cosa è l’Ultra Low Power Mode

Partiamo subito dicendo che l’arrivo di una modalità di risparmio energetico “Ultra” su Android è una mera supposizione, ma di quelle che non sono poi così tanto campate in aria. La supposizione, infatti, arriva da un “commit” (cioè una proposta di modifica del codice di Android) fatta da un “System Power Engineer” di Google. Cioè un ingegnere che di lavoro si occupa proprio della gestione della batteria. Si tratta, almeno al momento, di una proposta generica e senza alcun codice di supporto già sviluppato. Ma almeno è una proposta e questo, indirettamente, vuol dire che Google ha capito che deve fare qualcosa per aumentare l’autonomia degli smartphone Android. E, indirettamente, potrebbe voler dire che il prossimo Pixel 5 non avrà una batteria molto grande.

Il consumo di energia delle app Google

Anche perché, a dirla tutta, non è la prima volta che Google viene criticata per questioni “energetiche“. Recentemente, ad esempio, Microsoft ha fatto una proposta “energy saving” per il codice di Chrome (ricordiamo che il nuovo browser Edge di Microsoft si basa sul codice di Chromium). Proposta derivante dal fatto che Chrome consuma troppe risorse e divora la batteria dei laptop sui quali gira, per non parlare del rumore continuo delle ventole di raffreddamento che inizia quando si apre il browser e che finisce solo quando lo si chiude. Google ultimamente ha accettato la proposta di Microsoft per rendere meno energivoro Chrome, ma Microsoft nel frattempo ha già fatto da sola: provate a passare, a parità di schede aperte, da Chrome a Edge e capirete quanto conta l’ottimizzazione software nel consumo di energetico di un’app.

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