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Che cos'è lo Sky pezzotto e perché è illegale

Ottenere il segnale di Sky pagando solo dieci euro al mese è illegale: ecco cosa è l'abbonamento pezzotto e come funziona

24 Luglio 2019 - Il recente arresto di un palermitano di 35 anni che, secondo la Polizia di Stato, era riuscito a mettere lo streaming pirata del segnale di Sky, Dazn e Netflix verso ben 11 mila clienti in tutta Italia ha fatto emergere l’enorme business del “pezzotto“. A casa dell’uomo la Polizia ha trovato 186.900 euro in contanti, dei lingotti d’oro e due wallet di criptovalute. Il palermitano aveva nascosto i soldi fin dentro alla spazzatura e al gabinetto.

Ma cosa è il pezzotto? Cosa vuol dire questa parola? Pezzotto è un termine napoletano, per la precisione un aggettivo prima ancora che un sostantivo, che deriva da “appezzottato” e vuol dire falso. Equivalente del “tarocco” siciliano, entrato ormai a pieno diritto nella lingua italiana, anche il pezzotto indica qualcosa di falsificato. Il pezzotto, per definizione, è qualcosa di illegale: dal CD pezzotto ai film appezzottati, qualunque tipo di pezzotto è una falsificazione. Nel caso di Sky pezzotto, però, è una falsificazione molto sofisticata e che richiede (per la trasmissione del segnale piratato) una buona attrezzatura hardware e una eccellente connessione a Internet.

Come funziona Sky pezzotto

Il principio alla base di tutti i canali TV, satellitari o in streaming appezzottati è sempre lo stesso: si usa un decoder (o un abbonamento, nel caso di Netflix e simili) originale e legittimo per decodificare il segnale criptato e poi, tramite la ben rodata (e del tutto legale, se non viene usata per veicolare contenuti piratati) tecnologia IPTV, lo si invia in streaming tramite Internet ai propri “clienti“. Il palermitano arrestato, ad esempio, aveva a casa 57 decoder Sky, ognuno dei quali veniva usato per decriptare un singolo canale da inviare poi illegalmente in streaming.

Perché Sky pezzotto è illegale

Ciascuno degli 11 mila clienti dello streamer palermitano pagava in media 10 euro al mese per vedere partite di calcio, eventi sportivi e altri contenuti i cui diritti di trasmissione sono però in mano a Sky o altre piattaforme. Un cliente “appezzottato“, quindi, è un cliente in meno per le piattaforme TV. Per questo la legge considera reato sia trasmettere contenuti pezzotti che riceverli: una sentenza della Corte di Cassazione del 2017 ha inflitto 2.000 euro di multa e 4 mesi di reclusione ad un utente di Sky piratato. E gli è andata anche bene: la legge prevede per questo reato da 2.582,29 a 25.822,26 euro di multa e da sei mesi a tre anni di reclusione per il “cliente“.

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