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Come funziona il filtro chiamate Google, come si attiva e come si usa

Ci sono alcune funzionalità speciali che rendono davvero unici gli smartphone Google Pixel, tra queste il Filtra Chiamate, che risponde automaticamente alle conversazioni in arrivo.

 Luca Viscardi  Divulgatore e blogger di tecnologia

Conduttore radiofonico, blogger e scrittore. Da anni impegnato nella divulgazione della cultura digitale, è fondatore e Chief editor di MisterGadget.Tech

Da qualche tempo, è disponibile in Italia il servizio Filtra Chiamate di Google, che in inglese si chiama Google Call Screener, per ora, purtroppo, limitato ai soli cellulari della famiglia Pixel, che potrebbe però arrivare anche sugli altri smartphone Android.

Per la precisione, Filtra Chiamate di Google si potrebbe già adattare anche ad altri telefoni del mondo Android, ma serve un minimo di conoscenza delle tecniche necessarie per modificare dettagli di sicurezza del sistema operativo, pratica che comunque sconsigliamo.

A cosa serve Filtra Chiamate di Google

In realtà avevamo già raccontato alcuni dettagli relativi a cosa è Google Call Screener, ma lo avevamo fatto quando il servizio non era ancora disponibile in Italiano ed era ancora in modalità beta, ecco il motivo per cui torniamo su questo tema.

Filtra Chiamate di Google serve per rispondere alle chiamate in ingresso, lasciando che sia l’assistente di Google a gestire la conversazione, trascrivendo automaticamente tutto quello che viene detto dall’interlocutore, per dare la possibilità al proprietario del telefono di decidere se rispondere o meno alla chiamata.

Per fare questo, l’assistente di Google da un lato traduce in voce un testo scritto pre impostato, dall’altro invece recepisce la voce di chi sta chiamando e traduce in testo tutto quello che viene detto. La conversazione viene riportata sullo schermo del cellulare e chi lo possiede, seguendo la trascrizione, può scegliere se rispondere alla chiamata oppure interromperla.

Nel corso di una riunione, quando si ricevono telefonate da numeri che non si conoscono, quando semplicemente sì a voglia di un po’ di privacy, Google Call Screener può essere uno strumento validissimo, che si usa con una semplicità assoluta.

Google Pixel 6a – Smartphone 5G Android sbloccato con fotocamera da 12 megapixel e batteria che dura 24 ore, Grigio antracite

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Come si attiva Filtra Chiamate di Google

Uno degli aspetti migliori di questa nuova opzione di Google, che funziona perfettamente in italiano su tutti i cellulari della famiglia Pixel, è che non bisogna fare nulla per attivarla, perché è parte integrante del sistema operativo e viene resa disponibile ogni volta che si riceve una telefonata.

Molto semplicemente, sulla schermata della chiamata in arrivo, ai classici pulsanti verde e rosso, quelli per accettare o respingere la conversazione, oltre al bottone per rifiutare il collegamento e inviare un messaggio, si aggiunge anche un’ulteriore opzione con la scritta "Filtra".

Basta scegliere quell’alternativa per avviare la conversazione automatica.

Come funziona Google Call Screener

Quando si preme sul pulsante "filtra", l’assistente di Google riproduce un messaggio automatico, che avvisa l’interlocutore che è stata attivata una funzione di gestione delle chiamate. Viene quindi chiesto quale sia il motivo della telefonata.

Le eventuali parole di chi sta dall’altro capo della conversazione vengono immediatamente trascritte sullo schermo e il proprietario del Google Pixel può scegliere come proseguire la telefonata, sfruttando una delle frasi a disposizione.

Si può chiedere, ad esempio, di esplicare meglio la ragione della chiamata, oppure di specificare se il motivo della telefonata sia urgente. Ogni risposta viene trascritta sullo schermo l’utente può decidere se proseguire impugnando il telefono oppure chiudere la conversazione.

Google Pixel 7 – Smartphone 5G Android sbloccato con grandangolo e batteria che dura 24 ore – Grigio verde + Google Pixel Caricatore 30 W USB-C

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E’ davvero intelligenza artificiale?

Nel caso di Google Call Screener non si può parlare di un vero e proprio uso dell’intelligenza artificiale, perché il telefono riproduce semplicemente frasi preconfezionate, aggiungendo poi una trascrizione automatica, funzionalità che la stessa Google gestisce ormai da molto tempo, con una discreta precisione, in molti dei suoi servizi.

Discorso diverso, invece, per Google Duplex, che, partendo da alcune semplici istruzioni, è capace di fare telefonate per prenotare tavoli al ristorante, piuttosto che appuntamenti dal parrucchiere, ma anche di comprare biglietti per spettacoli e concerti: pur essendo stato lanciato già da diversi anni negli Stati Uniti, non è ancora stato declinato in italiano e per ora non si vedono novità all’orizzonte.

In realtà, negli Stati Uniti il servizio non ha riscosso un particolare successo, ragione per cui la versione su web è stata chiusa il mese scorso da Google: alcuni dei servizi sono stati però integrati nell’assistente virtuale e sono disponibili da smartphone.

Su questo fronte dobbiamo attenderci molte novità in futuro, con l’intelligenza artificiale sempre più protagonista dentro i nostri smartphone, con  un grande vantaggio: le elaborazioni necessarie per il suo funzionamento verranno fatte direttamente all’interno del cellulare, grazie ai processori capaci di calcoli neurali molto sofisticati, senza il bisogno di collegarsi a server remoti.

Il Filtra Chiamate di Google è un ottimo esempio di come un cellulare possa evolvere con servizi mirati, che contano davvero nella vita quotidiana degli utenti: un buon modo per sfruttare le tecnologia in modo efficiente,  senza esercizi di stile fini a se stessi, che troppo spesso abbiamo trovato in alcuni dispositivi recenti.

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