La cellula Pac Man può imitare le nostre cellule Fonte foto: 123RF
SCIENZA

Cos'è la cellula Pac Man, creata per imitare quelle del corpo umano

La cellula Pac Man è realtà: realizzata in laboratorio una cellula artificiale in grado di ingerire, processare ed eliminare materiali organici.

I ricercatori dell’Università di New York e Chicago hanno sviluppato delle strutture artificiali, in tutto e per tutto somiglianti a delle cellule, che sembrano riuscire ad imitarle anche nelle funzioni.
Dopo decenni di ricerche, quindi, sembrerebbe possibile realizzare il sogno dei biologi di costruire artificialmente strutture microscopiche in grado di imitare le caratteristiche e il comportamento delle cellule viventi.

Imitare le cellule

Una delle funzioni fondamentali delle cellule viventi è la capacità di usare l’energia dell’ambiente circostante per "pompare" le diverse molecole dentro e fuori i sistemi cellulari. Questo processo, alla base della vita biologica, viene indicato come "trasporto attivo" ed era quello che neanche le più avanzate tecnologie avevano permesso, fino ad ora, di replicare.
Secondo lo studio pubblicato su Nature, si tratta infatti di un meccanismo estremamente complesso, che gli scienziati sono riusciti a "imitare" soltanto oggi.

I ricercatori hanno creato artificialmente una membrana sferica grande all’incirca come un globulo rosso usando un particolare polimero, ed hanno poi creato un microscopico buco, una "nano-canale", sulla superficie della membrana in modo da consentire lo scambio di materiale con l’esterno.

In natura, il trasporto attivo messo in atto dalle cellule viventi non può fare a meno dell’energia, che viene fornita da mitocondri ed ATP. Nella cellula artificiale creata in laboratorio, è stato inserito un componente chimicamente reattivo all’interno del nano-canale di scambio, che viene attivato dalla luce e si comporta come una minuscola pompa.
Quando la luce colpisce la membrana, dunque, il reagente chimico crea un vuoto che riesce a risucchiare ed espellere materiale.

Un Pac Man per pulire l’organismo

I ricercatori hanno testato le cellule artificiali in diversi ambienti. Tra le osservazioni più interessanti, si trovano anche i possibili rivoluzionari usi di una tecnologia simile. È stato osservato che immersa nell’acqua ed attivata con la luce, la cellula ingerisce le particelle e le impurità che la circondano, facendo subito pensare ad una potenziale applicazione per la pulizia delle acque inquinate.

"Il nostro design consente alle cellule artificiali di operare autonomamente in mansioni di trasporto attivo, fino ad oggi relegata al dominio delle cellule viventi", spiega Stefano Saccanna, docente di chimica presso l’Università di New York e autore dello studio.

"Al centro del design c’è la sinergia tra gli elementi attivi che danno energia dall’interno e i limiti fisici imposti dalle membrane delle cellule", continua Saccanna, "cosa che consente alle cellule di ingerire, processare ed espellere corpi estranei".
E conclude: "Pensate agli imitatori delle cellule come al Pac Man del videogame, che vanno in giro a mangiare inquinanti, rimuovendoli così dall’ambiente".

Andando oltre nello studio, è stato dimostrato che tali cellule Pac Man sono in grado di ingerire ed intrappolare il batterio Escherichia Coli, ed è possibile pensare a queste piccole cellule artificiali come vettori di farmaci e sostanze all’interno dei più svariati ambienti, dal corpo umano all’oceano.

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