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Diritti TV Serie A, addio a Sky e DAZN: l'idea di De Laurentiis

Per il campionato di Serie A 2021 - 2022 De Laurentiis ha pensato a un cambiamento totale dei diritti TV: addio al duopolio Sky-DAZN e apertura a nuovi competitor

Ampliare il più possibile la platea degli utenti per aumentare i ricavi e rendere la Serie A, e conseguentemente tutte le squadre, ancora più ricca. Così si può riassumere quello che è stato definito il “piano De Laurentiis” per il rilancio del massimo campionato italiano, partendo dall’asta dei diritti televisivi prevista per il campionato 2021-2022. Il presidente del Napoli ha presentato la scorsa settimana un piano strategico per aumentare i ricavi generati dai diritti televisivi, corredato da numeri ben precisi.

Numeri che sono stati svelati da Milano Finanza e che permettono di capire come potrebbero cambiare i diritti televisivi della Serie A dal campionato 2021 – 2022. Il fulcro centrale del piano De Laurentiis è la produzione “in house” delle partite della Serie A grazie al supporto di fondi d’investimento. Cosa vuol dire? Che la produzione delle gare verrà affidata alla Lega di Serie A che poi rivenderà il segnale a tutte le piattaforme che si dimostrano interessate. Un pacchetto “full optional” che comprende non solo la gara, ma anche le interviste pre e post partita ed eventuali programmi di approfondimento.

Questo piano non prevede l’esclusività delle trasmissioni per solamente uno o due emittenti come capita adesso (Sky e DAZN), ma darebbe la possibilità a tutti di acquistare il pacchetto delle gare e di rivenderlo ai propri clienti a un prezzo già fissato: 29,99 euro (più IVA) al mese.

Il piano De Laurentiis per vedere la Serie A in TV

Una vera e propria rivoluzione quella presentata da De Laurentiis agli altri presidenti della Serie A per la gestione dei diritti televisivi per la stagione 2021-2022. L’obiettivo è di non dipendere più dalle singole emittenti, ma di far produrre le partite e tutti i contenuti associati direttamente dalla Lega di Serie A. Il progetto ricalca in parte quello presentato da Mediapro qualche anno fa e che prevedeva la realizzazione di un canale della Serie A da rivendere alle singole emittenti.

Ed è grosso modo quello che prevede il piano De Lautentiis. Le caratteristiche sono state anticipate da Milano Finanza che ne ha analizzato ogni aspetto. Il patron del Napoli si aspetta di ricavare oltre 2,6 miliardi di euro quando tutto il progetto sarà a regime, grazie a un fatturato che supera i 3 miliardi e spese di gestione di poco superiori ai 354 milioni di euro. Affinché tutto funzioni per il meglio, la Lega di Serie A si dovrebbe dotare anche di una struttura che al momento manca per la gestione dei contratti, della pubblicità e dei giornalisti.

L’aspetto che, però, più interessa i tifosi è dove si potrà vedere la Serie A. Il piano De Laurentiis vuole combattere il duopolio attuale, formato da DAZN e Sky e allargare il più possibile la platea delle piattaforme interessate a trasmettere la Serie A.

Quanto costerà l’abbonamento per vedere la Serie A

Per recuperare gli abbonati persi in questi anni (il piano De Laurentiis ne stima almeno 700.000), l’unica cosa è puntare sulla qualità del prodotto, su un prezzo ragionevole e soprattutto su un’offerta più ampia. Per questo motivo bisogna dire addio al duopolio Sky-DAZN e puntare su una platea più ampia.

Nell’idea di De Laurentiis, l’abbonamento mensile per vedere le partite della Serie A e alcuni contenuti esclusivi dovrebbe costare 29,99 euro al mese più IVA. Stesso prezzo su tutte le piattaforme che decideranno di offrire ai propri clienti la visione delle partite della Serie A.

Le singole emittenti acquisterebbero dalla Lega di Serie A il prodotto finito e guadagnerebbero una percentuale su ogni abbonamento sottoscritto. Non ci sono preclusioni su nessun tipo di emittente e piattaforma, tutte possono contrattare con la Lega di Serie A: Sky, DAZN, ma anche Amazon, che sta puntando sempre di più su Twitch per trasmettere contenuti sportivi originali, Netflix, Tim, Vodafone.

Per i tifosi il risparmio sarebbe notevole, perché potrebbero decidere di acquistare solamente il pacchetto “Serie A”, senza dover sottoscrivere nessun altro tipo di abbonamento.

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