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Droni in Italia, cosa serve per pilotarli

Interessati all’acquisto di un drone in Italia? Ecco tutto quello che c’è da sapere, dalle regolamentazioni alle patenti passando per gli acronimi da ricordare

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regole per usare i droni Fonte foto: Shutterstock

Prima di comprare un drone, andando in un negozio o accedendo a un e-commerce per comprare un velivolo con pilotaggio da remoto, è bene chiedersi quali limitazioni esistono e cosa serve per pilotare questi dispositivi?

L’Italia è stata una delle prime nazioni a dotarsi di una regolamentazione relativa all’uso dei droni, che impone ai consumatori alcune regole da seguire durante l’uso dei velivoli con pilotaggio da remoto. Anche perché i droni sono un divertente passatempo, ma possono rappresentare un pericolo per la sicurezza e la privacy delle persone e dell’ambiente circostante. Immaginate, ad esempio, se un drone fuori controllo cadesse su una piazza affollata. In Italia, per pilotare un drone, è necessario conoscere e seguire le regole stabilite dall’ENAC (Ente nazionale aviazione civile) e dall’Europa, norme di cui scopriamo i principali dettagli da sapere.

Le regole sui droni in Italia

Andiamo dunque a vedere quelle che sono le principali regole decise dall’ENAC e dall’Unione Europea in merito all’uso dei droni. Le regole per il volo e l’acquisto dei droni dipendono dal peso, sono previste norme differenti per mezzi con peso inferiore ai 250 grammi (sottocategoria OPEN A1), fra i 500 grammi e i 2 kg, e fra i 2 e i 25 kg (entrambi in OPEN A3).

Ma a parte le differenze di peso, queste sono alcune regole generali che valgono per tutti i tipi di droni delle categorie OPEN (cioè utilizzabili senza permessi): altitudine massima di 120 metri, devono essere pilotati entro la vista diretta del pilota (VLOS), non possono volare sopra folle o nelle zone di divieto di volo, quelli dotati di una telecamera devono essere dotati di un numero operatore. Da tener conto anche del rispetto della privacy altrui, e dell’eventualità di incidenti, casi in cui il proprietario del drone deve pagare i danni che causa.

Quando serve il patentino per droni

Per usare droni dal peso fra i 250 grammi e i 2 kg è necessario conseguire il patentino, obbligo non previsto per l’uso di droni che pesano meno di 250 grammi, pilotabili da chiunque abbia compiuto almeno 16 anni. Anche per questi ultimi è tuttavia prevista la registrazione del drone sul portale D-Flight (se possiede una telecamera) per questioni di privacy legate a foto e video, e l’assicurazione obbligatoria.

Come anticipato, serve invece il patentino UE per far volare i droni che pesano più di 250 grammi delle sottocategorie OPEN A1-A3, patentino valido per 5 anni e ottenibile anche online. L’esame consiste nel superare un test composto da 40 domande a risposta multipla, da completare in 60 minuti.

Gli acronimi da ricordare

Chiudiamo con una serie di parole e di acronimi che sono fondamentali da ricordare per chi si avvicina al mondo dei droni per la prima volta. Iniziamo con Aeromodello. Con questo termine si indica un drone utilizzato per scopi ricreativi e sportivi e che vola costantemente sotto il controllo visivo della persona che lo controlla a distanza (detta anche aeromodellista). Si tratta insomma dei droni più simili ai vecchi modellini di aerei telecomandati. Passiamo poi alla definizione di Aeromobile a pilotaggio remoto (APR). La parola indica un mezzo aereo senza persone a bordo utilizzato per scopi commerciali o di ricerca scientifica.

L’Area di buffer invece è una determinata area che circonda lo spazio aereo utilizzato per il volo del drone, che viene stabilita per garantire livelli di sicurezza adeguati alle operazioni da compiere. Chiudiamo con tre acronimi: VLOS, BVLOS ed EVLOS. Questi sono l’uno la derivazione dell’altro, stabiliscono le modalità di controllo visivo del drone da parte di chi ne controlla i movimenti. Con VLOS (Visual line of sight) si indicano le operazioni condotte da un pilota in grado di mantenere contatto visivo diretto. BVLOS (Beyond visual line of sight) indica le operazioni condotte a una distanza tale che il pilota non può mantenere il contatto visivo continuativo e diretto. EVLOS (Extended visual line of sight) è utilizzato per operazioni in cui il controllo visivo è operato con supporti esterni che “estendono” la vista analogica del pilota.

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