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Facebook contro i complottisti: chiude pagine, gruppi e profili Instagram

Facebook è pronta a combattere contro i complottisti e i movimenti militarizzati che diffondono fake news e organizzano azioni di lotta e incontri

Facebook dichiara guerra ai complottisti, chiudendo pagine, gruppi e profili Instagram. Lo ha dichiarato la piattaforma attraverso il proprio blog, confermando la linea dura intrapresa a partire dallo scorso 19 agosto dopo l’annuncio di bloccare ogni attività sul social network di QAnon e dei movimenti militarizzati che utilizzano ne utilizzavano lo spazio per organizzare incontri e azioni di lotta.

A distanza di poco più di un mese dall’inizio della manovra, Facebook ha dichiarato di aver chiuso oltre 1500 pagine e gruppi contenenti discussioni legate a QAnon e oltre 6500 con richiami ai movimenti militarizzati. Il giro di vite però si fa più stretto ora, vista la scelta di ferro di rimuovere anche i gruppi e le pagine Facebook e i profili Instagram, sempre strettamente connessi agli stessi movimenti, anche se non è stata rilevata la presenza di contenuti violenti. Oltre ai punti di connessione della piattaforma, il social ha confermato che sta provvedendo anche al ban degli amministratori che si occupano delle gestione di Pagine e Gruppi che violano le policy di Facebook, con l’intenzione di arginare il più possibile la proliferazione e la creazione ex novo degli stessi aggregatori.

Facebook e la lotta ai complottisti

In merito all’ultimo aggiornamento della policy e all’impegno del social contro QAnon e i movimenti militarizzati, Facebook ha dichiarato: “Il nostro team operativo per le organizzazioni pericolose continuerà ad applicare questa politica e a rilevare in modo proattivo i contenuti per la rimozione invece di fare affidamento sui rapporti degli utenti”. Oltre all’impegno diretto e non più legato solo alle segnalazioni degli utenti più attenti, la piattaforma ha deciso anche di bloccare la creazione di ads, ovvero le pubblicità che compaiono scorrendo nella timeline, che promuovono tutti quei gruppi che non rispettano le attuali politiche di Facebook contro ogni tipologia di espressione complottista.

QAnon e il linguaggio codificato per sfuggire a Facebook

La teoria complottista di estrema destra del QAnon ritiene che esista un Deep State, traducibile con gli italiani “poteri forti” che trama contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Facebook sta dando battaglia ai sostenitori del complotto e ai movimenti militarizzati, che però trovano nuovi escamotage per sfuggire al controllo costante della task force appena messa a punto. Tra i metodi utilizzati, quelli del cambiamento della consonante Q in “Cue” e l’uso di un linguaggio codificato comprensibile principalmente agli appartenenti ai movimenti.

Ma tutto ciò non è passato inosservato agli occhi di Facebook, come si legge sempre sul blog: “La messaggistica di QAnon cambia molto rapidamente e vediamo reti di sostenitori creare un pubblico con un messaggio e poi passare rapidamente a un altro. Miriamo a combatterlo in modo più efficace con questo aggiornamento che rafforza ed espande la nostra applicazione contro il movimento della teoria del complotto”.

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