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Fasce orarie luce: quali sono e perché si risparmia

Le fasce orarie luce sono state volute da Arera, F1, F2 e F3, e aiutano a scegliere le migliori offerte luce per le proprie esigenze.

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soldi, luce, bollette Fonte foto: Adobe Stock

Con la fine del mercato tutelato dell’energia milioni di famiglie italiane devono scegliersi un fornitore. Grazie alla liberalizzazione del mercato dell’energia le possibilità di risparmio sono a portata di mano, ma occorre sapere come orientarsi tra le tante offerte disponibili dei diversi fornitori. Le fasce orarie luce, che sono stabilite dall’ARERA, sono proprio uno degli aspetti da considerare nella scelta dell’offerta ideale, vediamo quindi che cosa sono e come possono aiutarci a ridurre in modo anche significativo la spesa in bolletta.

Fasce orarie luce: che cosa sono?

Perché conoscere le fasce orarie luce ci aiuta a risparmiare in bolletta? Ad esempio, perché concentrare il consumo di energia elettrica in un preciso momento della giornata potrebbe risultare molto conveniente. La giornata è suddivisa in varie fasce orarie, a cui corrisponde un differente prezzo della componente energia. Queste fasce non vengono decise in modo arbitrario dai fornitori, bensì sono stabilite dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Le tre fasce orarie luce f1 f2 f3 sono quelle di riferimento per tutti gli utenti del mercato elettrico e permettono ai fornitori di calibrare le proprie offerte in base ai bisogni degli utenti. Ma come funzionano esattamente le tariffe luce fasce orarie?

Risparmio luce fasce orarie: come funziona

Per capire come funzionano le fasce orarie luce bisogna partire dal presupposto che nelle ore diurne la richiesta di energia è generalmente molto maggiore rispetto alle ore serali e notturne. I diversi fornitori di energia elettrica monitorano queste fluttuazioni della domanda e propongono agli utenti finali delle offerte che sono basate sulle fasce orarie luce. In questo modo, scegliendo l’offerta giusta, i clienti possono risparmiare cifre anche molto importanti in bolletta.

Inoltre, conoscere quali sono le tariffe luce fasce orarie ci permette di capire quali sono i momenti della giornata in cui è più conveniente utilizzare gli elettrodomestici energivori. Le fasce sono quindi tre: F1 (da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 19.00), F2 (da lunedì a venerdì dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00 e il sabato dalle 7.00 alle 23.00 con l’esclusione delle festività nazionali), e F3 (ore notturne, da lunedì a sabato dalle 23.00 alle 7.00 e la domenica e i giorni festivi 24 ore su 24). Chiaramente, è importante sapere quali sono i momenti della giornata in cui avviene il maggior consumo elettrico, regolandosi di conseguenza.

Tariffa luce monoraria: quando conviene

Conoscere le fasce aiuta anche a orientarsi meglio tra le diverse offerte dei fornitori che, come già detto, possono essere di diverse tipologie. In molti casi si parla di offerte monorarie, ovvero con un unico costo per l’energia indipendentemente dall’orario di utilizzo. Si tratta di una tipologia di tariffa molto vantaggiosa per chi concentra i propri consumi nella fascia F1 (dalle 8.00 alle 19.00 lun-ven), ovvero quella che presenta un costo dell’energia maggiore. Chi passa gran parte della sua giornata fuori casa per lavoro, rimanendo in casa solo nel weekend, dovrebbe, invece, guardare con grande interesse alle tariffe biorarie e multiorarie.

Tariffa luce bioraria: perché sceglierla

Le offerte a tariffa bioraria prevedono un prezzo dell’energia differenziato in base al momento del consumo. Nonostante le fasce orarie luce, come abbiamo visto, siano tre, riferendosi al mercato domestico si parla solitamente solo di due: F1 e F23. Optare per una fascia bioraria significa risparmiare cifre importanti se si concentrano i consumi soprattutto la sera, di notte o nei fine settimana. Per risparmiare, insomma, occorre anche modificare le proprie abitudini. Bisogna poi anche specificare che tutti gli altri costi in bolletta restano uguali sia per le offerte monorarie, sia per quelle biorarie. Stiamo parlando della quota del canone RAI, ma anche dei costi di gestione del contatore e degli oneri di sistema.

Chi volesse, potrebbe anche optare per le tariffe a fasce multiorarie, in cui il costo dell’energia elettrica è differenziato per ognuna delle fasce. Ciò significa che le tariffe elettriche risultano meno flessibili e dipendono strettamente dall’orario di utilizzo.

Risparmio luce fasce orarie: come scegliere

Come abbiamo visto, la scelta di una tariffa monoraria piuttosto che una bioraria o multioraria dipende, essenzialmente, dalle proprie abitudini di consumo. Mentre la tariffa monoraria garantisce un prezzo intermedio, e soprattutto costante nel tempo, quella bioraria prevede, per ottenere un risparmio, di dover concentrare almeno il 60% dei propri consumi in determinati giorni o fasce orarie.

Nella scelta è bene anche considerare che gli utenti domestici, con energia massima impiegata bassa, quindi 3 kWh, utilizzando nelle ore serali più elettrodomestici contemporaneamente potrebbero andare incontro a problemi di corrente. Per ovviare a tali criticità l’unica soluzione potrebbe essere quella di aumentare la potenza del contatore, con costi ulteriori non indifferenti. Per avere un grande aiuto nella scelta, il consiglio è quello di utilizzare un comparatore come quello di Libero Tariffe così da restringere il campo solo alle offerte realmente convenienti, azzerando i tempi di ricerca.

Infine, è bene ricordare che le fasce orarie luce sono nate proprio con la finalità di favorire dei comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Anche per questo, tutti i contatori elettronici sono programmati in modo da rilevare in tempo reale i consumi e di suddividerli nelle fasce orarie succitate. Questa è una importante novità per i clienti che, in passato, con i vecchi contatori meccanici non potevano suddividere i consumi.

In collaborazione con Libero Tariffe

 

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